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Ordinativi in calo e vacanze lunghe per la Pilkington

Per i sindacati «il sito ha perso la sua centralità in Europa»

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Sarà lunga la pausa natalizia per circa 400 operai della Pilkington di San Salvo. Molti degli addetti del reparto Accoppiato hanno già iniziato le ferie dal 13 dicembre scorso e rientreranno a lavoro il prossimo 13 gennaio.

Il reparto che produce parabrezza è in difficoltà, non vi sono ordinativi e il ricorso ai contratti di solidarietà si fa sempre più consistente. Se la versione ufficiale della società parla di difficoltà di mercato, quella sindacale, però, chiama in causa proprio la dirigenza accusata – senza troppi giri di parole – di approssimazione e inadeguatezza. Ben due importanti committenti si riforniranno altrove: la Volkswagen ha chiesto prezzi concorrenziali trovando per risposta un diniego, la Belron (società britannica tra le più grandi rivenditrici di ricambi per auto) ha cambiato direzione dopo il ritardo delle passate consegne.

A sostegno di questa tesi c’è anche il fatto che lo stabilimento Pilkington in Polonia sarebbe quasi al collasso per la mole di ordinativi. Solo in casi simili le lavorazioni vengono smistate su San Salvo e in Spagna. Così, i rappresentanti sindacali, iniziano a chiedersi a cosa sono servite le battaglie portate avanti insieme alla società su tassazione locale, ampliamento del porto di Vasto, ferrovie ecc. Rispetto al dicembre dell’anno scorso, infatti, le settimane di fermata sono raddoppiate.

La situazione è leggermente diversa per gli impianti del settore Temperato. Alla tradizionale settimana di pausa se ne aggiungerà un’altra: gran parte dei lavoratori resterà a casa dal 20 dicembre all’8 gennaio, gli altri rientreranno il 13 gennaio. Qualche settimana fa il presidente di Pilkington Italia, Graziano Marcovecchio, aveva chiesto con forza il rifinanziamento dell’80% della solidarietà. Lo spettro che però aleggia su Piana Sant’Angelo – rafforzato dagli indizi messi sul tavolo dai sindacati – è che il sito sansalvese – rispetto alla vicina Denso – abbia perso la propria centralità in Europa.

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