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Gianna Sciclone: una donna/presbitero che ha amato il suo piccolo gregge fino..alle capre

un omaggio ai suoi 50 anni di ministero pastorale a San Salvo e altrove

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I suoi fedeli l’hanno chiamata semplicemente Gianna per ben quarantotto anni ( più due di formazione), se fosse cristiana cattolica, dovremmo darle della Reverenda perché, essa, è una Pastora valdese, ordinata a Torre Pellice nel 1967,contemporaneamente ad una sua paesana di Vittoria (Rg) è - infatti – la prima donna consacrata Pastora della Chiesa Valdese italiana.

Gianna è una donna minuta, ma con una ricchezza spirituale che le illumina non solo il volto, ma ogni suo piccolo gesto. L’abbiamo cercata e trovata – non senza fatica – su una stradina interna sulla Statale 181 che collega San Salvo a Vasto, perché siamo nel vivo della “Settimana di preghiera per l’Unità dei cristiani” che, quest’anno, ha per tema “ ..dammi da bere.. ” (Gv 4-7), una riflessione sull’incontro di Gesù con la samaritana, con celebrazioni ecumeniche preparata per tutti i cristiani del mondo che i processi storici hanno divisi. L’incontro e la conoscenza con lei, vuole essere un omaggio al suo prendersi cura di una porzione di cristiani della nostra città e del comprensorio, ma anche un gesto di preghiera e scambio di ricchezze reciproche. In effetti non si può neppure immaginare il concetto di “Unità” senza: conoscenza, ascolto vicendevole, preghiera e condivisione.

La Chiesa Valdese – anche se piccola – è una Comunità presente in modo vivo e operoso a San Salvo dal 1949. Sono sansalvesi che abbiamo incontrato infinite volte: amici, inquilini dello stesso stabile, pazienti dello stesso medico, clienti dello stesso negozio, cristiani, anzi cristianissimi come la maggior parte di noi. Gianna racconta che, la loro presenza nella nostra città e nell’Alto e Medio vastese è nata a fine Ottocento con l’evangelizzazione dei missionari piemontesi, da inizio del Novecento in seguito - da emigrati di ritorno convertiti nelle Americhe - e dal clima di intolleranza delle elezioni del 1948. All’epoca, alcuni elementi del clero locale, mal digerivano la parola “comunista” ed erano ostili persino alla loro presenza in chiesa. Coloro che non vollero rinunciare ad essere pienamente cristiani e ..comunisti, furono accolti dalla Chiesa valdese.

La storia della Pastora Gianna Sciclone, s’intreccia inscindibilmente con gli avvenimenti storici, politici e religiosi del secolo scorso di questo territorio. I Valdesi sono ancora presenti – anche se ridotti a poche famiglie –  a : Carunchio, San Giovanni Lipioni, Schiavi , Lentella,  Petacciato, San Salvo e Vasto, ma sono uniti anche ad alcune Chiese metodiste diffuse più a nord d’Abruzzo. Lo spopolamento dei paesini di montagna verso la costa - che offriva maggiori opportunità di lavoro - ha costretto molti all’esodo per la sopravvivenza, compreso i valdesi. Gianna è figlia di un Pastore, ha una conoscenza biblica ed evangelica invidiabile, una robusta esperienza pastorale che l’ha forgiata all’ascolto e alla comprensione delle sofferenze altrui notevole, una grande apertura al dialogo e un immenso amore per i poveri e l’evangelizzazione.

Alla domanda sul come realizzare l’Unità tra le varie Chiese cristiane risponde: “con la crescita dell’ascolto reciproco, un ascolto che deve modificare la sensibilità degli uni e degli altri sui seguenti punti indicati dal Movimento ecumenico delle Chiese: pace, giustizia e salvaguardia del creato. Il matrimonio con un sindacalista e politico agnostico, ma dai grandi valori etici nel 1974, la rende ancora più sensibile e aperta al mondo laico e, nel contempo, di riflesso, fa emergere la spiritualità auto-ignorata del coniuge. Interrogata su una eventuale revisione storico/critica della sua Chiesa così replica: “ il protestantesimo ha per sua natura una coscienza fortemente autocritica al punto che rischia di ..annullare se stesso”. Gianna, vive concretamente la realtà del dialogo ecumenico locale, tramite un gemellaggio tra la Chiesa Valdese e la parrocchia di San Marco di Vasto per il sostegno di un banco alimentare per i poveri e offre la sua preziosa collaborazione per la Giornata mondiale della preghiera organizzata dalle donne di tutte le confessioni religiose, che si celebra il 1° venerdì di marzo di ogni anno. Stima molti sacerdoti del nostro territorio ma, soprattutto, uno di cui non vuole fare il nome.

All’invito sul come vivere il 500esimo della Riforma di Lutero nel 2017 risponde con cuore e.. classe: “ portando avanti il processo di riconciliazione già in atto tra le nostre Chiese che conduce ad un perdono reciproco”. Nasce dal cuore della nostra fede un’altra richiesta: “ per un incontro ecumenico tra cristiani cattolici e valdesi quale tema proporrebbe ? ”. La Pastora con 50 anni di gregge “..in spalla” ( ha terminato, infatti, il suo servizio solo a luglio del 2014) risponde con le parole del Vangelo: “ ..vi è stato detto ma invece io vi dico..” (cfr Mt 5, 20-26) . La domanda, poi, che ci “danzava” tra le labbra è stata su Papa Francesco: “..cosa ne pensa !?”. La risposta è stata un sorriso radioso e un breve “sunto” : “sono una sua fan, cambierà molte cose, preghiamo per lui “.

Poi la domanda finale espressa con la richiesta del suo rapporto Pastorale tra il Gregge e ..la “puzza delle pecore”. La replica è stata: “ a San Giovanni Lipioni – a volte - seguivo i bambini che portavano le caprette e le pecore al pascolo per fare loro catechismo, essendo impediti da questa occupazione a venire in chiesa. Gianna, come chi scrive, crede in un ecumenismo che nasce ..dal basso. L’intervista non può che chiudersi con la preghiera scelta da tutte le Chiese per questa Settimana di Unità dei cristiani e un'altra relativa al tema “..dammi da bere” . A cori alterni preghiamo con il Salmo 42 : “ Come la cerva anela alla fonte..”. Si, conoscere “l’altro”, ci fa “rischiare” di essere felici.

Foto Ines Montanaro

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