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Crea Eventi: torna l’emporio della Cultura con lo Slow Food

«Cibo buono, pulito, giusto...che bellezza!» Il dottor Pascale ci spiega lo Slow Food

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Nel tardo pomeriggio di ieri, domenica 25 gennaio, presso l’agenzia Crea Eventi di via Roma si è tenuta una conferenza dal titolo Cibo buono, pulito, giusto...che bellezza!!! Relatore della serata è stato il segretario di Slow Food Vasto, il dottor Raimondo Pascale.

Per prima cosa si è cercato di presentare la filosofia Slow che questo ‘movimento’ promuove attraverso i suoi associati e le sue manifestazioni. Tuttavia il punto focale di questa organizzazione che coinvolge, ormai, numerose zone del mondo è la promozione di un’alimentazione di tipo giusto e genuino. Per poter raggiungere questo risultato il dottor Pascale ha spostato l’attenzione degli astanti sulla funzione dell’economia primaria: l’agricoltura. Questo tipo di economia di sussistenza è stata sostituita, nel corso del tempo, dalla potenza delle produzioni industriali. Purtroppo però, così facendo, il cibo è automaticamente diventato una merce e non più un diritto per tutti, ragion per cui chi ha più disponibilità economica riesce a sopravvivere acquistando tali prodotti. Tutto sembrerebbe normale ai nostri occhi anche se si è considerato, a livello numerico, quello che l’industrializzazione ha comportato: dati alla mano l’uomo riesce a produrre, nel mondo ‘ricco’, cibo sufficiente a sfamare l’intera popolazione mondiale senza nessun tipo di sforzo. Tuttavia l’altro lato della medaglia è costituito dal fatto che non tutto il mondo possa usufruire di questi beni in modo equo sempre per un discorso puramente economico.

Ecco dunque apparire la 'tomba di famiglia': il frigorifero. Il dottor Pascale ha spiegato che il benessere dell’occidente porta le famiglie a conservare cibi, spesso in quantità elevata, non consumandoli in tempo utile; dopo alcuni giorni, infatti, accade spesso di dover buttare nella pattumiera  i cibi che non sono stati consumati. Strettamente connessa a questa situazione è l’obesità che colpisce un numero sempre maggiore di persone visto che non si mangia solo per sopravvivere.
Tutto quindi ruota attorno ad una sorta di circolo vizioso: le grandi multinazionali producono beni in enorme quantità vendibili solo a coloro che posseggono i requisiti economici per acquistarli. Come accennato poc’anzi la forbice sociale tende ad allargarsi comportando due problemi opposti in base alla zona del mondo in cui ci si trova. Non a caso da una parte aumenta l’obesità mentre dall’altra la denutrizione.

Probabilmente per sopperire a queste difficoltà bisognerebbe cominciare a perseguire un discorso di Deindustrializzazione facendo riavvicinare la popolazione al lavoro dei campi. Purtroppo questa è una situazione complessa da raggiungere visto che, attualmente, il lavoro non campi non offre una giusta remunerazione a chi lo lavora. Per risolvere quest’ulteriore problema è necessario - ha continuato il dottor Pascale - che il cittadino diventi coproduttore aiutando e magari acquistando i prodotti del contadino o del macellaio di fiducia impedendo così l’acquisto di prodotti esteri, magari anche pagando qualche centesimo in più. Solo in questo modo si può incentivare la produzione del cibo buono ma soprattutto ‘giusto’ e quindi remunerativo. Ecco perché - ha spiegato Raimondo - Slow Food si pone al fianco dei piccoli produttori cercando di crearne una rete attraverso i presidi alimentari. Tutto tende ad opporsi allo strapotere delle poche multinazionali che gestiscono il cibo mondiale. Qualche nazione, come la Cina, ha cominciato già a pensare in questo modo arrivando ad acquistare dei terreni da coltivare in Africa attraverso un processo conosciuto come Land Grabbing permettendo comunque alle città di aumentare la propria densità abitativa. Densità elevata che è anche un po’ il problema sansalvese visto che comporta aumento del traffico e diminuzione di terreni coltivabili.

Concludendo il dottor Pascale ha spiegato che Slow Food non è altro che un’associazione che propone la sensibilizzazione del cittadino attraverso i suoi presidi o le sue manifestazioni come Terra Madre alla quale partecipano circa 8000 diverse comunità.

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