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Anziani: perché escluderli o isolarli in posti dove attendono solo la morte?

L'intervento di Giuseppe Artese

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Caro direttore,
sono un affezionato lettore del suo giornale. Volevo proporre a lei e ai suoi lettori un argomento di riflessione. Da anni sogno di realizzare un progetto : la cittadella dell' uomo grigio

Trovo che, per quanto tutti gli esseri umani siano diversi tra loro, abbiano però una sottile linea comune: la coscienza dell' essere al mondo. La differenza che c'è tra una stella bella come il sole e il più piccolo essere umano è che la stella non saprà mai della sua bellezza, mentre noi ne siamo coscienti ogni giorno. Trovo che il senso della vita sia il disegno complessivo degli attimi, in altre parole il senso è il tempo vissuto con coscienza.

Ogni fase, ogni età ha diverse necessità . Non esiste un essere umano che vive da solo. Il bambino ha bisogno degli adulti per imparare il necessario per poter vivere nella società umana e piano piano diventare indipendente. Trovo che la nostra società abbia però un grande difetto. Ogni fase della vita dovrebbe essere vissuta nella possibilità di essere felice e parte di un sistema di relazioni che ti fanno sentire vivo. Il momento più importante è soprattutto quello della ultima parte. Quella che a me piace chiamare la fase dell'uomo grigio.

L'uomo grigio è quello che lascia al colore nero o biondo o rosso dei capelli lo spazio ad un colore comunque, il grigio e poi il bianco. È come se per me fosse una metafora. Abbiamo tutti capelli diversi ma arriva un giorno in cui dobbiamo portare dentro di noi il peso e la bellezza della memoria. La memoria è un argomento fondamentale per ogni identità umana. Un essere umano senza memoria, una nazione senza memoria, non hanno quasi senso di esistere. La saggezza è dell'uomo che sa i perché; e normalmente a parte qualche raro ingegno giovanile, la coscienza dei perché è data all'uomo che ha esperienza, all'uomo dai capelli grigi. Nei nostri nonni, nei nostri uomini anziani si concentra tutto il sapere. La nostra società però li esclude e li isola in posti dove aspettano la morte. lo credo che sia necessario e soprattutto rispettoso nei confronti della vita di un uomo che ha passato e fatto progredire nel suo piccolo o nel suo grande la società, credo che quest'ultima gli debba la possibilità di passare l'ultima sua fase serenamente.

Ci sono molti uomini e donne che vivono da soli, o addirittura che vengono separati e messi in un ospizio. Non sarebbe bello invece rivoluzionare l'idea dell'ospizio? Creare un posto dove chi vive si sente parte di una nuova società, dove può condividere passioni, giochi, e perché no anche tutti gli aspetti economici. Non un posto dove si aspetta la morte, ma un posto dove si vive una parte della vita da non sottovalutare, quella della riflessione; quella dove si può raccontare; quella dove la società non ti obbliga più a produrre; a ma dove è depositata tutta la sapienza del tempo.

Ho un sogno. Costruire la cittadella dell'uomo grigio.

Ognuno di noi lo diventerà, e tu che leggi quando i tuoi capelli smetteranno di aver il colore della giovinezza, non vorresti avere un posto dove vivere bene?
 

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