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Alunni in cammino presso uno dei panifici di San Salvo

In questi giorni alcune classi di via De Vito si sono recati presso il panificio di San Giuseppe

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La didattica delle scuole elementari prevede, tra i mille insegnamenti, l’adesione a laboratori tematici presso aziende presenti nello stesso paese o nel circondario. Ciò per insegnare la concretezza di quello che studiano in teoria. In questo ambito si colloca il laboratorio didattico cui hanno partecipato gli alunni delle classi terze presso uno dei panifici presenti a San salvo.

Intorno alle 9 i bambini, a due a due, le loro maestre e alcune mamme si sono avviati a piedi per raggiungere il panificio. Durante il tragitto era bello vedere quel tenersi per mano e l’abbraccio pulito tra bambini in segno di un seme di amicizia che potrà durare per tutta la loro vita.  Lo sguardo di coloro che incrociano queste scolaresche è quasi sempre di stupore, meraviglia e tenerezza per questi piccoli che tutti insieme vanno verso una stessa meta.

Arrivati a destinazione, con un gran sorriso, li accoglie Cesilia (uno dei comproprietari del panificio) che consegna loro un cappello e un grembiule che i bambini hanno provveduto subito ad indossare molto divertiti. Arrivati al laboratorio dove si producono quei cornetti e quelle pizze che le loro mamme acquistano per la loro merenda, c’è Giovanni (il titolare del panificio) che, con lo sguardo attento e allo stesso tempo dolce proprio per la giovane età di quella piccola platea, e con un linguaggio adatto ai bambini, li ha condotti nel mondo della farina, del lievito, e del pane. Ha sottolineato l’importanza del mangiare cose genuine e sane usando anche uno slogan forte ed efficace: «la nostra bocca non è un bidone di spazzatura» . Ha poi mostrato ai bambini come realizzare un impasto per pane azzimo con l’aiuto di una impastatrice.

Nel frattempo che la macchina lavorava i bambini hanno potuto gustare i prodotti di giornata del forno.

L’impasto, oramai pronto, diviso per il numero dei bambini è diventato la loro base di lavoro. Ognuno, seguendo le indicazioni di Cesilia e di Giovanni, lo hanno manipolato fino a ottenere la 'focaccina' di pane azzimo. I fornari hanno mostrato il forno e provveduto a infornare questo pane.

Nel frattempo che questo si cuoceva, sempre Cesilia ha fornito altri due mezzi di lavoro: un raschietto per la pasta e una formina di colomba. Giovanni ha preso dell’impasto di pasta bianca di castello e lo ha diviso tra i bambini. Con grande pazienza Giovani e Cesilia hanno mostrato loro come realizzare una piccola colombina con l’aiuto degli attrezzi forniti. Nonostante il chiasso che potevano fare 36 bambini in questa circostanza e in luogo abbastanza circoscritto Cesilia ha esclamato: «è bello vedere questi bambini qui»!

Dopo che tutti hanno finito di realizzare le colombine, anche queste sono state infornate. Le focaccine di pane azzimo, ormai cotto è stato consegnato ai loro piccoli produttori. Le colombine cotte saranno oggetto di un altro piccolo laboratorio.

Terminato il laboratorio, bambini e maestre si sono riavviati per tornare a scuola.

I bambini che partecipano a questi laboratori dal vivo molto probabilmente non ricorderanno nella loro vita molte delle lezioni in classe (che contribuiranno in ogni caso alla loro formazione personale e umana) ma queste esperienze resteranno impresse nei loro ricordi.

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