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Sanità Abruzzo: più soldi ai privati

Mentre si aumentano i tetti di spesa delle cliniche private, a stento rimangono aperti gli sportelli di servizio ai cittadini

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Con decreto n.59 del 24 giugno scorso, il Commissario alla Sanità Luciano D’Alfonso, ha aumentato il tetto di spesa alle cliniche private con un aumento di budget di circa 8 milioni di euro passando da 123.963.659 a 131.790.914, per le annualità 2014-2015, giustificando tale atto nella volontà “di una integrazione progressiva tra pubblico e privato accreditato, al fine di consolidare la sussidiarietà e ridurre la mobilità passiva”.
Da allora abbiamo potuto assistere ad una levata di scudi trasversale, non solo il M5S, ma anche consiglieri regionali di maggioranza quali Mario Olivieri e Andrea Gerosolimo hanno espresso parere contrario. “Un aumento del budget, non obbligatorio, secondo la legge del 9 agosto 2013 n. 98,  e comunque da compensare con risorse alternative, non ci sembra la maniera per programmare al meglio la spesa sanitaria nella nostra Regione. E’ sicuramente necessario, a nostro parere, destinare somme importanti del fondo sanitario regionale verso la sanità territoriale, al fine di avvicinarsi capillarmente al cittadino e dotare i Distretti Sanitari abruzzesi di personale e mezzi per fare fronte a prestazioni erogabili in ambulatorio. Queste prestazioni , nella situazione attuale, intasano gli ospedali, pubblici e privati, in maniera impropria, costringendo i cittadini a file e attese interminabili”.

Anche l’onorevole del Partito Democratico Maria Amato, componente della commissione parlamentare per gli Affari Sociali, nonché primario radiologo, afferma “ci sarà sicuramente una ragione nei conti, un motivo nell'incremento della offerta, una pezza d'appoggio normativa, ma non condivido. In un momento di ristrettezze è uno schiaffo a chi l'ospedale pubblico lo vive e lo fa vivere: malati e operatori. A quei malati che delle cliniche non potranno usufruire, quelli più complessi, quelli delle rianimazioni, delle malattie infettive, della emergenza-urgenza..a quegli operatori che buttano il sangue perché sono sempre troppo pochi, perché molti sono precari. Ci sarà una spiegazione ma per tutti quelli per cui la sanità deve essere pubblica ed universale, dovrà essere convincente”.

Intanto continua la polemica sullo sportello prenotazioni (CUP) del Distretto Sanitario di San Salvo, questa mattina il consigliere provinciale Tonino Marcello, ha postato sulla sua pagina FB una foto con un cartello in cui si avvisava l’utenza della prossima chiusura per ferie. Lo stesso cartello due ore dopo è stato rimosso, una comunicazione ha avvisato che il sostituto ci sarà per il periodo necessario a supplire le ferie dell'operatore incaricato.

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