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Diario di bordo di 120 ragazzi scout sansalvesi nella “mecca” degli scout

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Il 3 agosto alle ore 6 le famiglie di 120 ragazzi (tra gli 8 e i 22 anni) si sono ritrovati in piazza Aldo Moro sotto uno scrosciante acquazzone. Intorno alle 6.30 gli scout e altri volontari (tra cui anche una nonna) sono partiti per Colico in Val Codera.

Solitamente i campi estivi della branca Lupetti (L/C con bambini dagli 8 agli 11 anni), branca Esploratori e Guide (E/G rivolto ai ragazzi dagli 11 ai 16 anni) e la Branca Rover e Scolte (R/S rivolto ai giovani dai 16 ai 22 anni) vengono svolti separatamente. Quest’anno per festeggiare il ventennio dello scoutismo a San Salvo c’è stato un unico campo.

I capi utilizzavano i gruppi WhatsApp dei lupetti e del reparto (i “grandi”) per informare (anche con foto) i genitori sui momenti più significativi del campo.

Intorno alle ore 17.35 escono dall’autostrada. Arrivati al campo comincia la grande avventura dalle cose più semplici: i ragazzi più grandi preparano le tende e i capi dei lupetti gonfiano i materassini gonfiabili; le mamme volontarie preparano la cena.

Dopo aver sistemato tutto, la sera si ritrovano tutti in cerchio intorno a un bel falò. Stelle, torce e lanterne trasformano il buio pesto in una bellissima e suggestiva atmosfera. I grandi dopo tanta fatica vanno al lago di Como per un rigenerante bagno di mezzanotte.

Il 4 agosto comincia la vita di campo: sveglia, ginnastica, docce, preghiere di gruppo e attività. Un simbolo (il “fazzolettone” nero) introduce il ricordo della clandestinità delle aquile randagie nel periodo del fascismo per restare fedeli alla promessa scout e per salvare vite umane dai campi di concentramento. 

Il 5 agosto è un giorno importante: Michele (uno dei ragazzi) compie 16 anni. E ovviamente non potevano mancare candeline, gli auguri di tutti e il tenero abbraccio della sorellina più piccola che è tra i lupetti. I lupetti costruiscono i rosari e fanno altre attività manuali con le “fate”. Tutti si divertono a scivolare su un telone insaponato poggiato sul prato.

Il 6 agosto gli scout visitano l’abbazia di Como e fanno il bagno nel lago. I ragazzi grandi costruiscono un “alzabandiera”.

Il 7 agosto i lupetti visitano Forte Montecchio e i grandi fanno esperienza della “gestione della spesa in una famiglia” e si cimentano in una gara di cucina. I lupetti mangiano squisite pizze e panzerotti impastati con tanto amore e tanta fatica. Uno dei capi mette sul gruppo WhatsApp questo messaggio: “Volevamo ringraziare voi tutti per la grande opportunità che avete dato ai vostri figli, quella di partecipare a un campo irripetibile per posti, storia e tradizioni scout; vincendo le vostre normali ansie li state fortificando aprendoli alla vita” e una mamma a nome di tutti risponde “Noi abbiamo molta fiducia in voi, crediamo nel profondo percorso che i nostri bambini stanno facendo, siamo consapevoli di questa straordinaria opportunità che voi state dando loro e dell’impegno e dell’abnegazione che ci mettete, grazie di tutto”.

L’8 agosto tutti fanno una gita sul battello. Nello scrutare chi contempla la bellezza della natura è nato questo commento poi condiviso sul gruppo: “vi è un tempo per lavorare e uno….per scrutare l’infinito”. I grandi fanno un corso di pionieristica e vivono esperienza del raid (riparo di fortuna di notte in mezzo al bosco).

Il 9 agosto si visita l’abbazia di Piona.

Il 10 agosto è un altro giorno importante: Giovanni festeggia il compleanno con candelina su torta pan di stelle. I lupetti realizzano dei lavori su cuoio e tra questi un cuore dove sono incisi il loro nome e la scritta “sogno di Dio”. I grandi raggiungono a piedi Val Codera e vi passano la notte.

L’11 agosto è un altro giorno speciale: uno dei capi (Catia) fa il compleanno e la sua torta “addolcisce” la malinconia dell’ultima sera nel campo. I grandi cominciano a smontare le tende e tutti fanno l’ultimo bagno nel lago.

Il 12 agosto finisce il campo a Colico: ore 13 partenza e ore 23 arrivo in piazza Aldo Moro. Grandi commozioni nel riabbracciare i propri figli dopo questi fatidici dieci giorni.

Questo è uno dei commenti di un capo scout per eccellenza (Isabella Altieri): “E’ un’esperienza che ogni scout deve vivere, almeno una volta,  nella propria vita. Questa è la terra dove lo scautismo rinasce, dopo la soppressione fascista; si sente  il profumo nell' aria.
Una delle frasi che le Aquile Randagie scrissero nel cimitero della Valle Codera in memoria di Baden è " ciò che noi fummo un dì, voi siete adesso chi si scorda di noi scorda se stesso! " Penso che questa frase rimarrà indelebile nei cuori in molti ragazzi del San Salvo 1”
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FOTO DEI CAPI SCOUT, GENITORI E RAGAZZI SCOUT

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