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Sanità nel vastese: Maria Amato contro Paolucci

No all'hospice nell'ex ospedale di Gissi

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All’indomani dell’intevento dell’assessore alla sanità della regione Abruzzo Silvio Paolucci a Gissi, sul destino dell’ex-ospedale, dove sono previsti  8 posti letto per malati terminali, 20 per la Residenza Sanitaria Assistenziale e altri 40 per due moduli residenziali per disabili adulti, interviene l’onorevole Maria Amato, componente in Parlamento della Commissione Affari Sociali, in polemica sulla nuova organizzazione del centro di Gissi.

Le sue argomentazioni riguardano soprattutto l’Hospice, ossia i luoghi deputati ad accogliere persone che sono in fine vita. La dottoressa impegnata da anni sull’argomento, ricordiamo il convegno tenutosi lo scorso maggio a Palazzo D’Avalos che ha visto quale protagonistaPeppino Englaro (leggi) e argomenti inerenti la dignità del fine vita, interviene così:

“L'Hospice è un luogo per morire dignitosamente. Ha delle caratteristiche particolari: deve essere poco medicalizzato e fortemente umanizzato, i colori alle pareti, la struttura esterna, la cura e la presenza del verde rappresentano elementi edilizi che sono nel contempo elementi di conforto e di cura. Deve prevedere un luogo per la spiritualità, e un luogo per ritrovarsi con gli altri, stanze ma anche piccoli "appartamenti", una cucina attrezzata...

Si può ottenere tutto questo in una struttura nata per essere ospedale? Con difficoltà e mettendoci un bel pò di fondi. Ma c'è una riflessione a cui invito chi dovrà rendere attuale questo annuncio/impegno: un luogo per morire non si fa MAI nello stesso posto del luogo per vivere gli anni che restano ad un anziano.

Si da un messaggio immediato di vecchiaia come anticamera della morte che e' privo di sensibilità e poco attento ai delicati meccanismi della mente che accompagnano l'invecchiamento. un luogo per morire non si fa in una struttura dove la disabilità grave non dovrebbe togliere il diritto alla gioia e non perchè l'hospice sia un luogo di depressione ma e' innegabile che sia un concentrato di accoglienza del dolore.

Quali sono le risposte di salute necessarie alle aree interne? Un sistema specialistico ambulatoriale attrezzato ed efficiente; un servizio di soccorso e di trasporto di livello elevato; dei posti letto per la sub acuzie della cronicità; aree dove poter fare la riabilitazione motoria neurologica e respiratoria senza dover viaggiare, una diagnostica di buon livello fatta di strumenti e di professionisti: perche tutto quello che e' stato elencato lo fanno medici e personale sanitario.

L'hospice no, vi prego! Non nell'ex ospedale. Per rispetto di chi vive e chi muore”.

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