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Giornata nera come il petrolio per l'Abruzzo

Approvato il progetto Ombrina Mare alla Conferenza dei servizi a Roma

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Giornata da dimenticare per la Regione Abruzzo:respinta la richiesta di sospensione del progetto Ombrina Mare.

Erano in 150 questa mattina sotto il Ministero dello Sviluppo economico, dove si è tenuta la Conferenza dei servizi, chiamata ad esprimersi sull'ammissibilità del progetto Ombrina Mare.

La commissione che stabiliva la Valutazione di Impatto Ambientale ha deciso di approvare il progetto Ombrina Mare, non tenendo conto della legge regionale che vieta le attività petrolifere entro le 12 miglia e neppure della legge regionale sul Parco marino dei Trabocchi, la numero 29/2015, approvata lo scorso giovedì in Consiglio,

Le associazioni ambientaliste, in particolare Greenpeace, WWF, Legambiente, Marevivo, Touring Club, Pro Natura, FAI e Italia Nostra, avevano già scritto al Ministero per chiedere la sospensione della stessa Conferenza dei servizi, ma evidentemente questa richiesta è stata respinta.

Alessandro Lanci, del Coordinamento No Ombrina spiega: "C'è una legge che blocca Ombrina - ha ribadito - ed è quella della costituzione di un parco marino regionale, secondo cui dal 6 novembre non si possono più fare attività petrolifere. Noi - continua Lanci, portavoce anche per Nuovo Senso Civico, Comitato No Petrolio Ortona e Associazione Zona 22 - siamo qui per sostenere Regione e Comuni".

Alla riunione hanno partecipano la Regione Abruzzo con il sottosegretario all'Ambiente Mario Mazzocca, le Province di Chieti e Pescara, 35 comuni tra cui Pescara, Francavilla, Ortona, Lanciano, Fossacesia.

«Tutte le Amministrazioni si sono unite alla nostra richiesta di sospensione del procedimento in attesa della soluzione di giudizi di costituzionalità: Si tratta dello Sblocca Italia più la Legge regionale che blocca le trivellazioni entro le 6 miglia dalla costa se dovesse essere impugnata. Abbiamo chiesto anche la verbalizzazione immediata della posizione del Presidente della Conferenza», ha affermato il sottosegretario all'ambiente Mario Mazzocca, durante i lavori della Conferenza.

Ma l'istanza di sospensione sembra sia stata rigettata, il tavolo tecnico riunito questa mattina a Roma ha rigettato le istanze di sospensione.

Tutte le associazioni ambientaliste sono sul piede di guerra e presenteranno ricorso al TAR.

Se non si interverrà, probabilmente la regione Abruzzo, nota anche per l'acronimo ARVE (Abruzzo Regione Verde d'Europa), si ritroverà a navigare in un mare nero.

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