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La mappatura dei tumori in Abruzzo, il vastese è sano?

Ad un anno dall'approvazione della legge istitutiva, il Registro dei tumori non parte

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Era il dicembre del 2014 quando venne approvata la legge n. 163 dalla Regione Abruzzo, istitutiva del registro dei tumori nella nostra regione.

La registrazione dei tumori, è l’unico modo per sapere quante persone residenti in un determinato territorio sono malate di cancro e che tipo di tumore hanno. Le informazioni registrate sono vitali per la ricerca sul cancro. Permettono di studiare le cause di alcuni tumori, di valutare l'eventuale impatto di fattori sociali o ambientali e di valutare l'efficacia dei programmi di prevenzione e di screening.

Da dicembre 2014, tutto risulta fermo, bloccato da una burocrazia ferma a nominare commissioni, gruppi di lavoro.

Nell'ottobre 2014, l'Agenzia Sanitaria Regionale, presentò una mappa dei tumori del territorio abruzzese, evidenziando l'incidenza dei tumori solo in alcune aree ben precise, l'aquilano, la  marsica e la Val Pescara. Non si pose però in evidenza che quei dati erano raccolti in base ai ricoveri ospedalieri per malattie oncologiche nel periodo 2004-2013, quindi incompleti.

Fu così che il vastese secondo quella mappa, non evidenziava una particolare incidenza tumorale. Ma quanti malati di tumore nel vastese si ricoverano in strutture abruzzesi, qual è invece il dato dell'emigrazione sanitaria, con due punti d'eccellenza (San Giovanni Rotondo e Il Sacro Cuore di Campobasso) a solo un'ora d'auto, quanti i malati onocologici del vastese emigrano in altre regioni?

Il nuovo registro dei tumori, analizzerà invece i dati pervenuti dai medici curanti, i soli che abbiano una esatta percezione della malattia. Ma tale raccolta è limitata da un sistema informativo disomogeneo, non vi è un unico standard di reperimento dei dati, da qui la difficoltà di far partire la macchina.

L'onorevole Maria Amato, ha presentato il 15 divembre scorso, un progetto di legge istitutivo dei Registri dei Tumori, lavoro attualmente svolto dall'AIRTUM, in modo disomogeneo, in quanto le linee guida regionali sono diverse da regione a regione.

"Questo progetto di legge - afferma l'onorevole vastese - pertanto si pone come obiettivo l’inquadramento istitutivo dei Registri Tumore con la sistematizzazione delle modalità e la omogeneità del linguaggio della raccolta e disseminazione dei dati per farne una banca dati nazionale completa utilizzabile per la ricerca, per la pianificazione sanitaria per il rilievo dei costi e dell’accessibilità delle cure, dell’adeguatezza tecnologica e soprattutto per l’immediato rilievo di scostamento dalla media della morbilità o della mortalità per una o più malattie neoplastiche di una determinata area geografica.
Quest’ultimo dato, il rilievo del rischio in un particolare territorio rappresenta lo strumento per la correlazione tra rischio ambientale e rischio di salute, utile al contempo per il rilievo di aree a rischio, per la definizione delle conseguenza di salute e ove non evidente per affrontare eventuali cambiamenti territoriali o insediamenti produttivi senza inutili paure".

Il Registro risulta essere dunque uno strumento fondamentale, per comprendere i rischi a cui la popolazione residente è sottoposta, senza allarmismi, ma con la piena coscienza che chi si ammala, possa comprendere che ciò che gli è accaduto, sia imputabile a cause ben precise e non al caso o a negligenze individuali.

 

 

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