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Consorzio di Bonifica tre commissari in dodici mesi

Canali ostruiti, terreni allagati, manutenzione assente, stipendi non pagati, vertici in fuga

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E' stato nominato Rodolfo Mastrangelo alla guida del Consorzio di Bonifica Sud, alla vigilia di Natale.

L'Ente alla cui guida si sono succeduti tre commissari in 12 mesi, Sandro Annibali, Giampiero Leombroni ed ora Rodolfo Mastrangelo, ha un'unica certezza, i sei mesi di arretrati di stipendio dei suoi dipendenti.

Il commissario Leombroni va alla guida dell'ARAP, il nuovo ente che raggruppa i Consorzi Industriali abruzzesi, che da poco nato, ha già accumulato oltre 16 milioni di euro di perdite e l'esautoramento del proprio consiglio di amministrazione.

Era il 22 novembre del 2014 quanto Luciano D'Alfonso nominava Sandro Annibali al Consorzio di Bonifica Sud, definendolo il giusto traghettatore per far uscire l'ente dalla crisi in cui certa politica lo aveva portato. annibali venne costretto alle dimissioni, alla fine di un'estate che lo vide additato come il maggiore responsabile di tutte le sciagure in cui il consorzio versava.

A settembre giunse la nomina di Leombroni, nuovo salvatore, che vantava una lunga esperienza nel Consorzio di Bonifica Centro e tra le file della Toto Spa, le cui competenze vennero sventolate ad ogni latitudine, da destra a sinistra. Gli unici atti compiuti in poco più di due mesi, sono la nomina di tre consulenti, Guglielmo Boschetti  consulente finanziario di Cupello, Antonio Sutti amico di D’Alfonso già tra le fila anch’esso della Toto Spa nonché presidente del collegio dei liquidatori del Consorzio di sviluppo industriale Chieti-Pescara, di nuova nomina, ed un commercialista di Vasto Fernando Gabriele Pignatelli e l'avvio della procedura di licenziamento del direttore dell'ente Nicola Sciartilli.

L'ultimo atto di Leombroni, infine, sembra sia stata proprio la revoca della nomina dei tre consulenti. 

Il consorzio naviga dunque nuovamente a vista, stipendi non pagati (leggi), canali ostruiti (leggi), un'unica certezza, la fuga di due su tre commissari nominati in poco più di dodici mesi.

 

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