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Inceneritori, in Abruzzo nessun impianto?

Dalle trivelle agli inceneritori, Abruzzo regione verde d'Europa?

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Il 20 gennaio a Roma si è tenuta la Conferenza delle Regioni nel quale la nostra regione ha espresso il proprio parere sullo schema di decreto, meglio noto come "Decreto Inceneritori".

In tale occasione la Regione Abruzzo, rappresentata dal Sottosegretario con delega all’Ambiente Mario Mazzocca, ha confermato il proprio parere negativo sul detto Decreto.

Il Decreto Inceneritori, prevede nella nostra Regione un inceneritore, nell’Allegato III del parere, quello relativo alla “Individuazione degli impianti da realizzare o potenziare per soddisfare il fabbisogno residuo di incenerimento di rifiuti urbani e assimilati”, si dava atto di un fabbisogno residuo annuo di incenerimento per la nostra Regione pari a 98.245 tonnellate e viene sottolineato come “In Abruzzo, risulta giustificata la realizzazione di un nuovo impianto da 100.000 tonnellate/anno, tale da soddisfare tali esigenze". 

Nella nostra regione, si rileva dunque che non ci sono inceneritori, ma non si tiene conto dell'esistenza di impianti che sembra utilizzino rifiuti in parziale sostituzione dei combustibili tradizionali. Uno di questi impianti è presente a pochi chilometri da San Salvo dal 1976.

E' la Laterlite, che opera nella zona artigianale di Lentella da 40 anni, utilizzando sembrerebbe, quale principale fonte di energia per la produzione di argilla espansa, rifiuti speciali pericolosi, si consideri che nel 2012 furono circa 20.000 le tonnellate di rifiuti pericolosi bruciati, la Laterlite risulterebbe infatti, tra gli impianti autorizzati all’incenerimento dei rifiuti speciali (fonte Rapporto Rifiuti Speciali 2014 dell'ISPRA).

Ci si chiede dunque se le valutazioni governative inerenti la dislocazione di nuovi impianti di incenerimento, tengano conto dell'esistenza di questa tipologia di impianti.

Le ultime notizie inoltre danno in itinere in Val di Sangro, la dislocazione di un inceneritore (leggi), in una zona, molto simile alla nostra dunque, fortemente industrializzata, in cui le centraline di rilevamento della qualità dell'aria dell'ARTA (l'Agenzia Regionale per la Tutela ambientale), al 20 gennaio 2016, segnalavano una qualità dell'aria "SCARSA" (fonte ARTA Abruzzo), con parametri che nei giorni scorsi hanno bloccato il traffico di intere città. 

Il progetto da realizzare in Val di Sangro sarebbe dunque, per un impianto di incenerimento, che andrebbe a bruciare rifiuti per un quantità di poco superiore a quella già  bruciata dalla Laterlite, si parla di un impianto che potrà arrivare a bruciare circa 33 mila tonnellate annue.

Nella nostra zona industriale non ci è dato sapere quale sia la qualità dell'aria che respiriamo, data l'assenza di centraline di monitoraggio. Indubbiamente sappiamo la quantità di siti industriali presenti sul territorio.

Il territorio compreso tra il fiume Sangro e Trigno, produce circa il 70% della ricchezza regionale, grazie soprattutto ai siti industriali in esso presenti, una maggiore attenzione alla qualità dell'ambiente sarebbe una pratica giusta se non indispensabile, per tutelare la salute della popolazione qui residente.

Intanto il Ministero ha rinviato ogni decisione relativa alla dislocazione di inceneritori sul territorio nazionale al 29 gennaio prossimo, speriamo che la politica regionale faccia presente a chi di competenza, la presenza nella nostra regione di impianti che non si chiamano inceneritori, ma che di fatto parrebbe brucino rifiuti.

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