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"E io pago!"

Che fine fanno i nostri rifiuti?

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Che fine fanno i nostri rifiuti?

Ci chiedono di differenziare, ossia separare, carta, plastica, vetro, organico, affinché questi materiali possano essere “riutilizzati”, anziché finire in discariche.

Sono diversi anni che i sansalvesi oramai differenziano i propri rifiuti, i risvolti positivi per l’ambiente sembrano certi, per le tasche dei consumatori no. Che fine fanno oggi questi rifiuti?

ORGANICO E SECCO RESIDUO VETRO   

I rifiuti organici e indifferenziati, finiscono presso il famoso C.I.V.E.T.A., una piattaforma per il riciclo dei rifiuti pubblica, costituita a fine anni ’90 da un raggruppamento di comuni San Salvo, Vasto, Cupello, Monteodorisio, Casalbordino, Villalfonsina, Pollutri e Scerni.

Qui l’organico diventa Compost, ossia una sorta di fertilizzante, che viene rimesso sul mercato agricolo, l’indifferenziato finisce invece, ripulito da tutto ciò che non può essere riciclato, in discarica. Il C.I.V.E.T.A. in 15 anni ha riempito già due vasche, la terza è da poco entrata in funzione.

CARTA - PLASTICA

Fino ad un anno fa conferite al  C.I.V.E.T.A., da alcuni  mesi finiscono in un impianto privato, che si occupa di “ripulirle”, compattarle e di venderle alle filiere di competenza. Questo tipo di rifiuti, non hanno solo un costo, ma come tutti ben sanno hanno anche un valore. Per quantificare questo valore ci siamo rivolti al maggior Consorzio Nazionale per il recupero della carta il COMIECO, l’ingegner Ciaffone responsabile regione Abruzzo, ci ha dato alcuni numeri.

Una tonnellata di carta viene pagata dal COMIECO tra conferente e piattaforma circa 69 euro a tonnellata, il cartone circa 125 euro a tonnellata. Per fare un esempio sulle quantità raccolte, grazie ai dati forniti dal sito della Pulkra, nel 2015 a Vasto sono state raccolte oltre 1.000 tonnellate di carta (per un totale annuo di 69.000 euro) e oltre 750 tonnellate di cartone (totale annuo 94.217 euro). Su San Salvo non abbiamo al momento avuto accesso agli atti relativi al conferimento.

Sulla plastica gli introiti sono anche maggiori, si parte, prendendo la tariffa più bassa, dai 150 euro a tonnellata, secondo i dati delle associazione riciclatori delle materie plastiche.

L’apporto di questi rifiuti “preziosi”, consentiva di tenere le tariffe del Consorzio tra le più basse in Abruzzo, come ci chiarì l’ingegner Sammartino del C.I.V.E.T.A. in una nostra visita presso l'impianto (leggi).

Ma da alcuni mesi  San Salvo,  Vasto e altri piccoli comuni, non conferiscono più presso il C.I.V.E.T.A., consorzio pubblico, ma appunto presso impianti privati, che di fatto hanno un buon ricavo da quanto riciclato.

Chi afferma e si giustifica con l’inadeguatezza degli impianti del C.I.V.E.T.A., non ha probabilmente chiaro in mente, che quel consorzio è pubblico e se ci sono inefficienze o carenze, sono dovute ad una gestione “pubblica”. Critiche dunque che non hanno portato ad interventi sulle inefficienze ma a scegliere altri gestori in questo caso privati.

Il cittadino quindi paga per il ritiro, paga per lo smaltimento di organico, secco residuo, carta e plastica, non paga per lo smaltimento della carta e della plastica, qualcuno direbbe “ci mancherebbe!”.

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