Storie di indecenza sanitaria

Una eco addominale prenotata per il 2018 ad un malato oncologico

| di Antonia Schiavarelli
| Categoria: Attualità
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E' accaduto quest'oggi presso il Cup (Centro Unico Prenotazioni) di Vasto. Un paziente oncologico si è rivolto allo sportello di prenotazione, per una eco addominale completa, necessaria per il controllo oncologico semestrale da svolgere ad ottobre 2016. 

L'addetto allo sportello, ha proposto al paziente un appuntamento per il 13 luglio prossimo presso la Casa di cura privata convenzionata Villa Pini a Chieti, in alternativa l'appuntamento presso il "San Pio" di Vasto era possibile solo per il 15 ottobre 2018.

Il paziente, ovviamente alterato ha fatto notare il codice di esenzione e la sua necessità di avere l'esame entro il mese di ottobre, lo sportellista costernato ha chiesto scusa, affermando di non poter far nulla.

Il costo di una eco addominale completa è di 70 euro presso un privato, o uno specialista a pagamento presso lo stesso ospedale "San Pio" di Vasto, il costo per recarsi presso una struttura privata convenzionata proposta a Chieti, compiendo 100 km all'andata e 100 al ritorno, con tutti i disagi che ci sono per un malato oncologico, circa 40 euro.

Le visite a cui è sottoposto un malato oncologico nei primi 5 anni della sua malattia sono numerose, in una situazione di normalità e di condizioni fisiche buone, i controlli sono semestrali, e prevedono normalmente analisi del sangue, ecografie (specifiche sulla parte interessata dal tumore e generiche di prevenzione), Tac o Pet a seconda dello stato. Esami molto costosi, a questo è dovuta l'esenzione ticket che si dà a chi si ammala, vanificata se i controlli devono essere fatti per mancanza di posti a 100 km di distanza!

Non è l'unico episodio quello del nostro paziente a cui si può assistere fermandosi qualche minuto ad uno sportello di prenotazione, si può anche assistere a scene di anziani, non esattamente arzilli, a cui viene proposto di fare la visita a Chieti o a Lanciano, quando magari per arrivare fino all'ospedale ci hanno impiegato due ore.

Li vedi andarsene esasperati e rassegnati, vittime di una sanità incapace di comprendere la quotidianità della gente normale, che non ha la possibilità di pagare 50 euro per una prestazione privata, nè l'autonomia necessaria per potersi recare presso le altre strutture sanitarie presenti all'interno della nostra ASL! 

Antonia Schiavarelli

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