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Più rovesci che dritti al Circolo Tennis San Salvo

Il comunicato stampa di alcuni soci dissidenti del CT San Salvo

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Una decina e più tra soci ed ex soci del Circolo Tennis San Salvo chiedono in questo comunicato stampa che il Direttivo del Circolo si presenti dimissionario e, contestualmente, si proceda ad indire nuove consultazioni elettorali per eleggere un organismo che intraprenda da subito la strada del rilancio del Circolo Tennis San Salvo, sia nei programmi, sia nella sua immagine pubblica.

La presa di posizione dei soci ed ex soci del Circolo Tennis San Salvo trova le sue buone ragioni alla luce delle decisioni assunte dal Tribunale Federale il 10 giugno scorso per illecito sportivo, perpetrato nella partita tra il CT San Salvo e il CT Colletorto, del 7 giugno 2015, valevole per il Campionato di D2 maschile, divisione interregionale Abruzzo-Molise.

In quella occasione, la formazione sansalvese, nella gara di doppio, schierò a fianco di Giovanni Pepe, Nicola Mezzanotte, che giocò la sfida con l’identità, con tanto di esibizione della tessera federale al giudice-arbitro del match, di Mauro Rossi, un altro tesserato. Il caso venne denunciato da Elio Cinquegrana, allora socio del Circolo. La giustizia sportiva ha inflitto sospensioni dall’attività e sanzioni pecuniarie nei confronti del Consiglio del direttivo del Circolo “per inosservanza dello Statuto e dei regolamenti federali, per condotta non conforme ai principi della lealtà, della probità e della rettitudine sportiva” e non ultimo, per aver reso dichiarazioni mendaci. Accuse per le quali il presidente, Mariano Vicoli, il vice-presidente nonché capitano della squadra D2 del CT San Salvo, Domenico Masciotta, hanno avuto inflitti 9 mesi di sospensione da qualsiasi attività federale; al presidente Vicoli, inoltre, è stata comminata anche la sospensione del diritto di rappresentanza del circolo per 6 mesi. Stesso periodo di inibizione per il direttore sportivo Enrico Lamolle e il giocatore Pepe. A tutti sono state comminate sanzioni pecuniarie che vanno dai 1000 ai 1500 euro.

Inoltre, alle sospensioni si va ad aggiungere pure che il CT San Salvo è stato escluso dal Campionato di D2 maschile, torneo 2016 e per quello che si disputerà nel 2017.

Nonostante il pesante giudizio , quasi tutto è rimasto com’era. Andando più a fondo alla questione, la richiesta di dimissioni dell’attuale organismo dirigenziale del Circolo però non la si può legare solo alle recenti decisioni assunte dal Tribunale Federale. C’è stato ad esempio un evidente calo degli iscritti ( -103 soci dal 2015 al 2016); da due anni non si tiene più il torneo estivo, manifestazione particolarmente gradita soprattutto dai turisti che affollano San Salvo Marina (caso portato all’attenzione del sindaco, Tiziana Magnacca, già lo scorso anno); per ultimo, ma non per importanza, l’aspetto relativo alla conduzione tecnica delle squadre e delle scuole del Circolo: il maestro Aldo Sensati è stato affiancato dall’istruttore di I grado, Carmine Antonelli, che di recente avrebbe fatto un passo indietro.Un quadro generale preoccupante con situazioni che portano a delle domande: perché non si vuol voltare pagina? Chi lo impedisce? Iniziamo col dire che più d’un sussulto l’avrebbe dovuto avere l’Amministrazione comunale, soprattutto perché l’immagine della città, di fronte ai fatti, non è venuta fuori bene. Eppure, in seno al consiglio direttivo c’è chi come Tony Faga, la rappresenta e, appunto, dovrebbe controllare per nome e per conto dei sansalvesi.

Nemmeno una parola neppure dai revisori, nominati nel giugno del 2015, che pure avrebbero potuto pronunciarsi dal momento che il CT San Salvo paga per quelle condotte, lesive per la sua attività e per gli scopi statutari.

Insomma, si va avanti come se nulla fosse, in perfetto stile italiano. Si è proceduto, costretti dalle inibizioni, solo ad alcuni aggiustamenti, come evidenziato nel comunicato stampa sottoscritto da coloro che invece vorrebbero girar pagina. Il 7 giugno scorso, cioé tre giorni prima della decisione del Tribunale Federale, ad esempio il Consiglio Direttivo si è riunito ed ha proceduto alla variazione della cariche. Il presidente Vicoli è stato sostituto nella carica da Lamolle, con Vicoli che, invece, è andato ad assumere l’incarico di tesoriere. La vice presidenza è andata a Stefano Borrelli, mentre Masciotta è stato nominato Segretario e Direttore Sportivo. Il 14 giugno, un altra riunione del Consiglio, stavolta per la questione relativa al mancato versamento delle quote dei soci che s’erano iscritti l’anno precedente ma che non hanno ancora regolarizzato la loro posizione nel 2016. Con voto unanime, si è deciso di dichiarare la cessazione dell’appartenenza dei morosi.

In altre parole, tutti ancora in sella, alla faccia dell’etica e dello spirito sportivo. Qualcuno potrebbe obiettare che si tratta del giudizio di primo grado, che probabilmente si proporrà ricorso e i convincimenti che oggi hanno portato alle condanne, potrebbero, forse, essere attenuati o persino ribaltati. Allora, nell’interesse esclusivo del Circolo, perché non fare un passo indietro e attendere che la giustizia sportiva completi il suo percorso? Un atteggiamento che stride con le linee di gestione, che ai più sembrano discutibili e dannose per un’attività che vanta una storia lunga 24 anni.

In altre parole, più rovesci che dritti. Tanto più che un passo indietro si sarebbe dovuta fare una considerazione di un passaggio del giudizio, riportato nelle pagine 9 e 10 della decisione del Tribunale Federale. Il presidente Giovanni Sicari (componenti Sergio Lio e Giorgio Marcelli) nella sentenza pronunciata il 10 giugno scorso sottolinea come “…questo Tribunale ritiene sufficiente, a confermare la sussistenza della violazione contestata, rilevare come Mariano Vicoli, Domenico Masciotta, Nicola Mezzanotte e Giovanni Pepe, abbiano con palese protervia dichiarato concordemente che il match di doppio maschile tra San Salvo e Colletorto, sia stato giocato dalla coppia composta da Giovanni Pepe e da Mauro Rossi, affermando – in questo caso con versioni tra essi pure contraddittorie – che Nicola Mezzanotte assistette da bordo campo all’incontro disputato dalla suddetta coppia, quando invece esso scese personalmente in campo per giocare in coppia con Giovanni Pepe, ed in sostituzione e con il nome dell’ignaro Mauro Rossi (il Mezzanotte dichiarò al Procuratore Federale di essersi sistemato in un vicino locale bar per ripararsi dal caldo e di aver assistito solo in minima parte al match: Vicoli dichiarò che il Mezzanotte assistette a gran parte del match; Masciotta e Pepe, dichiararono, invece, che il Mezzanotte assistette all’intero incontro). Dichiarazioni tutte in contrasto con quelle rese proprio Mauro Rossi, il quale dichiarò al Procuratore Federale (appunto) lealmente di aver negato la disponibilità a partecipare all’incontro in questione in quanto ancora convalescente da un infortunio, e di essere proprio partito al seguito della squadra, essendo venuto poi a conoscenza da altri soci del circolo che esso era stato sostituito e con artifici ed inganni da Nicola Mezzanotte…"

 

In rappresentanza 

Cinquegrana Elio, Di Nardo Cristian, Esposito Vincenzo, Ortolano Luca.

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