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Posso resistere a tutto tranne che alle tentazioni...

... una ‘perla’ di Oscar Wilde

| di Romolo Chiancone
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Qualcuno sicuramente mi dirà che sono ripetitivo. E forse è anche vero. Ma se la ripetitività può servire a raggiungere il risultato sperato, sono disposto anche a correre il rischio di ripetermi.

Mi riferisco a quel carente senso di identità che, secondo me, i residenti a San Salvo riescono ad esprimere nei confronti della loro città. Ne ho già più volte fatto cenno, cercando di spiegare quelle che a mio avviso ne sono le cause. 

Attenzione: ho detto residenti e non cittadini perché - al di là della burocratica registrazione presso l’Ufficio Anagrafe del Comune - credo che per essere davvero cittadini di un qualsiasi aggregato urbano sia necessario condividere un senso di appartenenza che è tanto più sentito quanto più profonde sono le radici che affondano in un certo perimetro urbano. A San Salvo, purtroppo o per fortuna (ciascuno può giudicare secondo le sue conoscenze e la propria sensibilità), questo senso di appartenenza è sicuramente assai poco condiviso se è vero che le ultime due generazioni hanno per un buon 80% radici che pescano altrove.

Ma veniamo all’argomento specifico di cui desidero interessarmi stavolta: il disordine che caratterizza gran parte dell’abitato. Non solo l’edilizia, pubblica e privata, in larga parte ‘incompiuta’ e spesso priva della pur minima manutenzione. Mi riferisco, in particolare, allo sporco che deturpa le strade cittadine (con l’eccezione, ma non sempre e anche lì non dappertutto, del supercentro cittadino). 

Le strade di San Salvo sono disseminate di: 

- volantini pubblicitari nemmeno stropicciati (presi pari pari da sotto il tergicristallo e buttati per terra) 

- deiezioni (vulgo cacche) canine

- cartacce di ogni genere, 

- shopper (nemmeno sempre vuote)

- scontrini di spese varie

- lattine e bottiglie spiaccicate

- pacchetti di sigarette vuoti.

- per non parlare delle indistruttibili cicche ammucchiate dappertutto (ho il forte sospetto che in molti approfittino del parcheggio per svuotare il loro posacenere)...

Insomma, uno spettacolo che offende lo sguardo di ogni passante che non sia egli stesso artefice di tanto disordine.

E allora? 

Allora, prima di lagnarci per l’inadeguatezza, l’inefficienza, la mancata sorveglianza dei servizi preposti ad hoc, non sarà forse il caso di cambiare le nostre abitudini? Di imparare, per esempio, a non disfarci di quello che non ci serve buttandolo dove capita e comunque per terra? Di pazientare un attimo e approfittare del primo cestino dei rifiuti che incontriamo?

«Certo!» dice «Basta trovarlo un cestino di rifiuti!»

Già, perché, a San Salvo, il cestino di rifiuti è davvero un oggetto misterioso. 

Con la pignoleria che mi contraddistingue mi sono messo alla sua ricerca: per tutta via Istonia, via San Rocco, via Duca degli Abruzzi (e non sto parlando certo di strade periferiche, ammesso che la periferia sia terra di terza classe) non ne ho trovato uno solo. Li ho trovati, invece, in corso Garibaldi, ma solo dalla sua metà, scendendo verso Porta della Terra: addirittura quattro... quasi un’esagerazione! 

 E nemmeno vicino alle pensiline delle fermate dell’autobus è previsto un cestino dove gettare i biglietti utilizzati. 

Considerazione finale (giusto per spiegare il titolo del mio intervento).

Se è vero che è scarsa la propensione dei sansalvesi a sentirsi cittadini a pieno titolo, non sarà il caso che chi di dovere provveda a disseminare per la città un adeguato numero di cestini, almeno per provare a evitare lo sconcio che invece siamo costretti a sopportare?

Perciò mi auguro che nessuno voglia ricorrere a una presunta difesa d’ufficio rivoltando la frittata per addebittare ‘solo’ alla trascuratezza dei residenti la causa di tanto disordine. Perché in quel caso diventerebbe attualissimo e giustificato quel “Posso resistere a tutto tranne che alle tentazioni” del supremo Oscar Wilde.

E, tanto per non accontentarci solo del suo aforisma, mi piace ricordare quello che ci insegna anche una preghiera, popolarissima: l’importanza, cioè, che ci siano evitate le tentazioni, se è vero che così imploriamo il Padre nostro: «Non ci indurre in tentazione!» 

Amen... aspettando i cestini! 

Romolo Chiancone

 

P.S. Oggi, 6 settembre 2016, è stata la prima volta (almeno per la mia esperienza) che ho visto entrambe le garitte occupate da una rappresentante della Polizia Locale. 

Un caso? 

Mi auguro proprio di no. Così, forse, i residenti sansalvesi (quelli che si sentono anche cittadini) potranno finalmente utilizzare un servizio utilissimo per segnalare di volta in volta a chi di dovere quello che in città non sta funzionando. 

Se è così, un plauso a chi ha attivato il servizio.

 

Romolo Chiancone

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