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La Shoah, istituita da una legge come giorno della memoria, deve essere coltivata anche fuori dalle commemorazioni ufficiali, spiega Grasso

| di Samantha Ciancaglini
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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27 Gennaio 1945: l’Armata Rossa abbatte i cancelli di Auschwitz e libera gli ebrei da quello che verrà ricordata come la Shoah.
Tra gli ’30 e ’40 furono deportati  6 milioni di ebrei: la parola Shoah, infatti, nel lessico biblico, assume il significato di distruzione. Distruzione intenso non solo come omicidio in massa, ma anche come distruzione nel senso umano e della dignità di ogni singolo individuo.

Con una legge del 20 luglio 2000, la Repubblica Italiana istituisce il 27 gennaio come “Giorno della Memoria”,con lo scopo di “Ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.”
Tutti conoscono i fatti, tutti conoscono la storia, ma solo in questo giorno la memoria è “celebrata”: per il resto dei nostri giorni dimentichiamo ciò che abbiamo fatto. Anzi,  pensiamo e facciamo anche peggio.
 

Pietro Grasso, Presidente del Senato, afferma che la memoria “deve essere coltivata anche al di fuori delle commemorazioni ufficiali, deve dare fastidio, deve essere scomoda, come un pungolo per superare l’indifferenza.”
Ancora oggi, infatti, molti sono i casi di emarginazione, disumanizzazione, esclusione. La storia deve essere una guida per il futuro, Perché è grazie alla memoria di ieri che possiamo difendere la nostra civiltà dagli atteggiamenti che hanno originato allora, e muovono ancora oggi, la macchina del razzismo, con la sua fabbricazione del nemico e la sua rozza pedagogia di ignoranza e ostilità verso il diverso: di volta in volta, clandestino, omosessuale, ebreo, islamico, nomade.”, afferma il presidente nel suo blog.

 

Samantha Ciancaglini

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