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Servizio sanitario come una groviera, arrivano i medici a bordo del 118, ma non per tutti

Arrivano 8 medici sulle postazioni del 118, ma non coprono l'intero territorio, salve San Salvo e Castiglione

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L'assessore alla Sanità Silvio Paolucci inaugurò le postazioni del 118 attive nel Vastese il 1 ottobre del 2015, con un infermiere ed un autista  con la garanzia che il medico a bordo sarebbe arrivato a gennaio 2016, oggi 1 febbraio 2017, come platealmente annunciato dall'assessore proprio venerdì scorso a San Salvo (leggi), finalmente giungono, ma a groviera, non tutte le postazioni avranno copertura medica infatti. Su 25 medici necessari, solo 8 hanno accettato l'incarico.

Nel frattempo, è stata però predisposta la chiusura di sei Guardie Mediche a Scerni, Cupello, San Vito, Quadri, Palena, Carunchio e Celenza sul Trigno, condizione che si sarebbe dovuta sopperire appunto con la presenza delle postazioni del 118, che al momento della soppressione delle guardie mediche, comunque non ancora presentavano un medico a bordo, costringendo in innumerovoli casi, a compiere i cosiddetti rendez vous (leggi), ossia l'incontro a metà strada tra le auto medicalizzate delle cooperative provenienti dall'entroterra e le ambulanze del 118 con medico a bordo, con primi soccorsi prestati letteralmente in mezzo alla strada, sotto pioggia e sotto vento.

Il bando per i corsi dei medici a bordo delle ambulanze uscì solo a marzo 2016, nonostante si affermò che i medici erano già in formazione nell'ottobre 2015. I medici finalmente formati, ma non nel numero necessario per poter coprire tutte le postazioni inizieranno la loro attività solo oggi, 1 febbraio 2017, ad oltre un anno di distanza dal primo "annuncio". 

Così da oggi le postazioni di Lama dei Peligni, Torricella Peligna, Villa Santa Maria e Castiglione Messer Marino saranno medicalizzate per 12 ore, mentre quella di San Salvo avrà copertura di 24 ore.

«Siamo riusciti ad assumere otto unità - puntualizza il Direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Pasquale Flacco - e a garantire almeno l’avvio del servizio per una prima fase, a cui seguirà la successiva a marzo, quando contiamo di acquisire altre cinque unità grazie alla mobilità intra ed extra regionale. Pertanto, con il personale di cui disponiamo al momento e il lavoro in straordinario di altri medici del 118 strutturati, siamo riusciti a mettere in campo questa soluzione che non ci soddisfa pienamente, ma è comunque un primo risultato importante, se si pensa che ai primi di gennaio abbiamo seriamente temuto di non riuscire a fare partire il servizio. Ovviamente è solo un primo passo, perché a marzo saremo in condizione di poter estendere la copertura con i professionisti da acquisire con la procedura di mobilità, che non può essere esperita prima di quella data perché legata alla pubblicazione delle cosiddette carenze, fissata a marzo e settembre. Da parte nostra abbiamo messo in campo tutto l’impegno possibile, sia nel reperire un numero di medici utile allo scopo sia liberando risorse economiche aggiuntive per coprire i turni con lo straordinario, vista l’insufficienza del personale che abbiamo reclutato. Un passo avanti, dunque, verso il potenziamento dei servizi territoriali, sui quali la nostra Azienda continua a investire».

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