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Agricoltura martoriata

Rimangono gli aumenti dei canoni consortili "E' stata tutta una presa in giro continuiamo a pagare senza avere servizi!"

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In ogni campagna elettorale il tema ricorrente è il lavoro, le soluzioni vengono spesso rintracciate nella valorizzazione delle risorse locali, quali turismo ed agricoltura data la prevedibile flessione che avrà il settore industriale nel prossimo decennio con la progressiva robotizzazione di molti passaggi di lavorazione nelle industrie.

Ma le promesse rimangono spesso su carta purtroppo.

E' quello che è accaduto con l'aumento dei canoni consortili del Consorzio di Bonifica avvenuto nel 2016 (leggi). Un aumento pari al 57% rispetto agli anni precedenti. Un agricoltore ha pagato nel 2016 in media oltre 100 euro di aumento, per un ettaro di terra, si è passati da 156 euro a 240 euro annui, la stessa somma che sarà costretto a pagare anche quest'anno nonostante le promesse fatte. 

Dopo le proteste messe in campo dagli agricoltori lo scorso anno, giunti anche con i trattori alle porte del Consorzio di Bonifica (leggi), la Regione Abruzzo aveva promesso un contributo di 500 mila euro in una riunione tenutasi a Pescara con i sindacati degli agricoltori il 29 giugno 2016, presenti gli assessori al Bilancio e alle Politiche agricole, Silvio Paolucci e Dino Pepe, che allora assunsero l’impegno per la concessione di un contributo straordinario di 500.000 euro a favore del Consorzio. Con questa cifra si disse sarebbe stata possibile una riduzione dell'aumento.

Ciò che invece non è avvenuto. I ruoli di contribuenza per il 2017 sono di 2.800.000,00 euro nel 2015 prima degli aumenti ammontavano a 1.970.000,00 euro.

Gli agricoltori, continueranno a pagare per servizi che stentano ad arrivare, con le strade di accesso ai fondi ridotte come colabrodi, canali di scolo e raccolta delle acque che sono un tutt'uno con i terreni attigui, condizione che comporta di conseguenza l'allagamento dei terreni ad ogni pioggia più persistente. Gli aumenti e il recupero dei canoni pregressi infatti, sono stati in minima parte utilizzati per il miglioramento delle infrastrutture esistenti.

L'agricoltura rimane una ricchezza maltrattata e dimenticata da chi dovrebbe vedere in essa una risorsa ed essere di sostegno ad agricoltori che sono sempre più martoriati economicamente da enti che non hanno motivo d'essere se non sanno o non riescono ad essere di servizio a coloro per i quali sono stati creati.

Una gestione commissariale quella attuale che sembra non abbia prodotto risultati nè "sui campi", nè nelle casse dell'ente, ma solo un ulteriore aggravio nelle tasche degli agricoltori.

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