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Il sorriso monocratico

Il Centro di Accoglienza aprirà, lo ha deciso il Prefetto

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Ieri il primo consiglio Comunale della seconda amministrazione Magnacca ha visto presenti in città, nell'assise civica massima, le Istituzioni.

Tiziana Magnacca ha chiamato a raccolta le Istituzioni, quelle che rappresentano lo Stato sul territorio e lo Stato ha risposto. Erano presenti il Prefetto Antonio Corona, gli onorevoli Maria Amato e Fabrizio Di Stefano, il sottosegretario al Ministero di Grazia e Giustizia Federica Chiavaroli, il Procuratore del Tribunale di Vasto Giampiero Di Florio, il Presidente del Tribunale di Vasto Bruno Giangiacomo e il maggiore dei Carabinieri di Vasto Giancarlo Vitiello e diversi sindaci del territorio.

Il tema che ha comportato la presenza delle Istituzioni nella nostra città è stato quello dei 70 migranti che arriveranno nelle prossime settimane a San Salvo, dopo la richiesta del sindaco al Prefetto di rivedere tale decisione (leggi).

Una decisione, secondo il sindaco che andrà a ledere le attività commerciali presenti sul territorio, oltre a destabilizzare ulteriormente a livello sociale un territorio già molto fragile, un territorio come abbiamo già ricordato, che ospita la più alta percentuale di migranti nella provincia di Chieti, perfettamente integrati dalla popolazione (leggi).

La giornata di ieri è iniziata con uno striscione, esposto da CasaPound, un partito di estrema destra che mai a San Salvo era riuscito ad attecchire (leggi).

Uno striscione non contro i migranti, ma contro il "business" che secondo CasaPound si cela intorno alla macchina organizzativa che dà loro ospitalità.

Il Prefetto ha chiarito che il suo è un organo "monocratico", non collegiale che lì dove non si propongono altre soluzioni lui decide e la soluzione è agire tramite le leggi che lo Stato ha dato a sua disposizione. Il Miraverde era un albergo, sembra che sia stato acquistato da un imprenditore turistico all'asta e da struttura turistica diventerà un Centro di Accoglienza, per far fronte ad una emergenza che probabilmente non vedrà presenti in quel luogo i soli 70 immigrati paventati.

Tale soluzione poteva essere evitata si afferma da più parti, se solo il comune di San Salvo come quello di Vasto avesse presentato la domanda di aprire uno SPRAR, ossia un Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati. Tale iniziativa si afferma non avrebbe consentito l'apertura di nuovi centri di accoglienza sul territorio. Una sorta di "baratto", o se si vuole "se apri tu non ti impongo altre soluzioni".

Ciò non è avvenuto, l'amministrazione comunale sempre chiara nella sua linea sul rifiuto di nuovi centri di accoglienza o Sprar, non ha aderito, affermando chiara la sua volontà di non volere accettare l'imposizione di nuovi arrivi sul territorio sansalvese.

Ieri nonostante, una introduzione "gentile", pregna di elogi al sindaco neo eletto il Prefetto ha chiarito "Se non mi fornite altre soluzioni io sono costretto a prendere delle decisioni". La soluzione è l'apertura del nuovo Centro di Accoglienza in località Piana Sant'Angelo.

"Le leggi nazionali parlano chiaro, io sono chiamato ad applicarle", ha affermato il Prefetto. 

E' così, il Prefetto, il Sindaco, devono sottointendere a delle leggi, le stesse leggi però alle quali non si stanno sottoponendo gli altri Stati europei, che negano accordi, negano collaborazione, negano in una "Unione Europea" la collaborazione, quella collaborazione che le Istituzioni italiane stanno chiedendo agli italiani e che gli italiani stanno dando, perchè gli italiani sono "brava gente", persone che non hanno bisogno di leggi scritte per accogliere, perchè siamo prima di tutto "umani", il bisogno noi lo comprendiamo e siamo disposti a tendere la mano, ma comprendiamo allo stesso modo chi vuole approfittare di questa disponibilità.

Non è un caso che forze di estrema destra stiano ottenendo un notevole seguito in queste ore, in una città che non è di destra. Oggi come oggi, e le ultime elezioni amministrative lo hanno evidenziato, non si vota per appartenenza politica, anche perchè sempre più spesso ai simboli non corrispondono le idee che essi rappresentavano, oggi ci si sente uniti intorno ai fatti concreti, perchè in troppi alle parole non hanno fatto corrispondere i fatti. 

Gli italiani accolgono, ma è evidente che sta salendo la sofferenza, non l'insofferenza, è necessario che le Istituzioni come ieri il Prefetto, gli onorevoli, siano presenti, che impongano le leggi ma altrettanto facciano comprendere che quelle leggi non sono punitive, ma necessarie all'ordine pubblico, quindi non si faccia solo presenza e seppur con un sorriso non si affermi solo "non posso fare altro", le Istituzioni pongono soluzioni non le chiedono ad altri. 

Non si renda questa emergenza una contrapposzione, gli eventi vanno governati indubbiamente, ma nel loro governo si deve tener conto degli umori dei soggetti che si coinvolgono, per questo esistono gli organi elettivi come le amministrazioni comunali, quindi democratiche, affinché i cittadini partecipino alle decisioni che li riguardano, quindi non si oppongano in un contesto consiliare, nella massima assise civica di una città, nel luogo deputato alla democrazia, quale giustificante alle proprie azioni, affermazioni quali "decisioni monocratiche", è un agire che non è utile a far comprendere, anche se affermato sorridendo.

 

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