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L’importanza delle parole

Anche ai politici serve il dizionario

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Le parole sono importanti!

“Bella scoperta!” dirà qualcuno “Certo che le parole sono importanti e contano!” 

Eppure questa affermazione, solo apparentemente ovvia, contiene in sé una serie di verità, risvolti e valenze (spesso assai importanti) che sfuggono ai più, politici in testa. Forse si tratta solo di un po’ di distrazione, proprio perché l’affermazione può sembrare un’ovvia banalità.

E allora, con le considerazioni che seguono, spero di dimostrare concretamente quanto le parole (certe parole, in particolare) possano talvolta risultare addirittura determinanti per orientare scelte anche importanti, per condizionare comportamenti, per determinare decisioni a volte cruciali.

Giusto per fare un esempio, partirò, oggi, da una parola (una formula, se volete)  abitualmente usata per identificare chi (persona o formazione politica), in conseguenza di una qualsiasi competizione elettorale, risulti sconfitto. La consolidata conseguenza è che ci si autodefinisce ‘opposizione’ e come tale si viene riconosciuti un po’ da tutti, avversari politici in primis, ma anche opinione pubblica. Illuminante il caso del PD nelle recentissime elezioni politiche.

A me pare invece che, al di là della consolidatissima prassi che parla di ‘opposizione’, sarebbe più corretto utilizzare il termine ‘minoranza’, non fosse altro che per la semplice ragione che questo è l’unico, autentico verdetto che hanno emesso gli elettori con il loro voto. L’eventuale scelta di fare ‘opposizione’ alla maggioranza che è stata designata dall’elettorato sarà tutt’al più una scelta della ‘minoranza’, che non solo per questo dovrà essere opposizione, o almeno non solo opposizione; sarà, insomma, una sua eventuale e motivata scelta a fronte di singoli provvedimenti non condivisi, ma non certo una sua pregiudiziale e obbligata condizione permanente. 

Mi piace pensare a quanto diversi potrebbero essere non solo il clima quanto l’efficienza della programmazione delle scelte amministrative e legislative se gli esponenti della minoranza si sentissero invece obbligati a entrare nel merito di ogni singolo provvedimento, anziché limitarsi a esercitare il loro (peraltro legittimo) dissenso, solo per esercitare in tal modo il loro diritto di opporsi ‘a prescindere’... come avrebbe detto Totò. Questa prassi vale, ahimè, a tutti i livelli della politica, da quella nazionale a quella locale, passando per i vari stadi intermedi.

Rimarrò allora (giusto per non far torto al taglio locale di questa testata giornalistica) sul terreno della politica sansalvese: leggo da molto tempo tutto quanto appare su sansalvo.net, pubblicato giornalmente e devo purtroppo registrare un disperante, continuo, aprioristico scontro di posizioni su qualsiasi argomento sia all’ordine del giorno. Scontro giustificato (secondo quelli che, di volta in volta, ne sono protagonisti) solo dalla condizione di essere ‘governanti’ o ‘opposizione’, con buona pace del pubblico interesse (o ‘bene comune’, come piace dire a quelli più sensibili a certe mode, anche soltanto lessicali). 

La musica cambierebbe se, invece, la cosiddetta ‘opposizione’ si sentisse piuttosto soltanto ‘minoranza’: potrebbe allora interpretare un ruolo ben diverso e recitare così, attivamente, un copione che la vedrebbe protagonista, capace, per esempio, di avanzare proposte concrete anziché limitarsi a criticare e bocciare ogni e qualsiasi proposta avanzata dall’altro fronte. E varrebbe, evidentemente, il discorso al contrario: per la maggioranza nei confronti di ogni eventuale proposta della minoranza, da valutare di volta in volta, badando al suo merito e non alla sua etichettatura.

Intendo riferirmi, per rimanere a San Salvo, ai tanti, ricorrenti interventi proprio su queste pagine virtuali, a firma dei contrapposti schieramenti della politica cittadina: tutti indistintamente finalizzati ad agitare polemiche sterili e di piccolo/piccolissimo cabotaggio. Polemiche destinate ad alimentare soltanto dispute che hanno il sapore del chiacchiericcio da cortile e che finiscono per lasciare tutto come prima, non solo nei fatti concreti, ma (il che è più grave) anche nelle coscienze sempre più dormienti dei cittadini elettori. 

Non meravigliamoci, poi, se quei cittadini continueranno rassegnatamente a convincersi che “tanto sono tutti uguali”.

Non che mi aspetti chissà quali reazioni a queste mie note, ma... continuerò a frequentare sansalvo.net

L’occasione è buona per augurare a tutti Buona Pasqua.

 

Romolo Chiancone

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