“È deleterio delegare lo smartphone per calmare i bambini”

La "famiglia connessa": se ne è parlato domenica con la psicologa Lucilla Pomponi

| di Maria Napolitano
| Categoria: Attualità
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Domenica pomeriggio presso l’ Auditorium Paolo VI in via Saint Nicolas De Port a San Salvo si è tenuto un incontro sul tema “La famiglia é connessa”.

La digitalizzazione è un fenomeno irreversibile che influenza anche le dinamiche relazionali delle famiglie. È un mondo fatto di luci e ombre e c’è chi vi si oppone e chi lo appoggia.

Nel corso dell’incontro, la dott.ssa Lucilla Pomponi, psicologa e psicoterapeuta, dopo aver descritto in via generale il fenomeno, rispondendo alle domande del pubblico, è entrata nel vivo nell’affrontare problematiche molto comuni all’interno delle famiglie.

I bambini non vanno lasciati soli nella “rete”. Se si ha un bambino che non ha ancora imparato ad attraversare la strada non lo si lascia da solo per le vie della città. Con la rete bisogna avere lo stesso atteggiamento protettivo perché le connessioni internet conducono ad un mondo che non sempre sono in grado di gestire.

E' sbagliatissimo dare uno smartphone ai bambini per farli calmare quando per esempio si trovano in una sala d’aspetto e o altre situazioni simili. E' un dato di fatto che le nuove generazioni sono nate nell’era digitale e ciò implica un gap generazionale non indifferente. La regione Lombardia ha messo in atto un interessante progetto: i giovani insegnano a utilizzare questi strumenti agli over 60. È questo un modo in cui entrambe le generazioni hanno modo di imparare qualcosa dall’altro. I giovani mancano di esperienze e gli anziani in generale hanno poca dimestichezza con la tecnologia.

Spesso i bambini e i ragazzi non sempre sono in grado gestire tutto ciò che trovano in rete. L’ideale è modulare i tempi e affiancarsi a loro chiedendo eventualmente di farsi spiegare ciò che stanno guardando.

Sui veri effetti sulla psiche non ci sono ancora dei dati certi. Ma ciò che è sicuro che tendono a creare una dipendenza al pari del gioco e dell’alcool.

Uno sviluppo psicofisico sano passa per le esperienza che si acquisiscono con tutti e 5 i sensi e con rapporti di relazione fisica con gli altri. Prima gli amici si telefonavano e si scrivevano lettere. C’era un rapporto quasi materiale. Davanti a uno smartphone si ha un atteggiamento passivo. Ino

Dall’altro canto i genitori devono formarsi e riprendere le redini di un rapporto con i figli fatto di regole, divieti e dialogo e senza tendere a voler gestire a ogni costo il loro tempo.

Il laboratorio è stato organizzato dal Movimento Famiglie Nuove di Abruzzo e Molise, diramazione del Movimento dei Focolari.

Maria Napolitano

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