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23 milioni di euro per la lotta allo sfruttamento lavorativo in agricoltura

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Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha emanato un Avviso Pubblico che finanzierà su tutto il territorio nazionale, con 23 milioni di euro, azioni di prevenzione delle pratiche illegali di intermediazione, reclutamento e organizzazione della manodopera.

Le azioni finanziabili dall’Avviso saranno incentrate sul miglioramento dei servizi per l’occupazione, nonché delle condizioni alloggiative e di trasporto dei lavoratori.

Il plafond totale di 23 milioni di euro sarà distribuito su due Lotti:

  • Lotto 1 – FAMI riguarda le Regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Umbria, Val d’Aosta, Veneto, PA di Trento e PA di Bolzano;
  • Lotto 2 – FSE finanzia progetti in Campania, Calabria, Sicilia, Puglia e Basilicata, Abruzzo, Molise e Sardegna.

Le proposte progettuali possono riferirsi ad un solo territorio regionale o a diversi territori, anche in complementarietà fra i due Lotti.

Le domande possono essere presentate fino alle ore 16.00 del 15 aprile 2019 da una pluralità di soggetti, tra cui Regioni e Province autonome, Enti locali, soggetti del Terzo settore, Camere di Commercio, Associazioni di categoria, Università e istituti scolastici.

destinatari finali sono cittadini di Paesi terzi regolarmente soggiornanti sul territorio italiano, vittime o potenziali vittime di sfruttamento lavorativo.

I contributi andranno a progetti che coinvolgano almeno 300 destinatari e che prevedano spese non inferiori a un milione di euro, né superiori all’importo complessivo di ciascun Lotto.

L’Avviso fa parte della strategia nazionale del Ministero per il contrasto allo sfruttamento lavorativo, che include il Tavolo sul Caporalato, istituito con il Decreto Fiscale. Proprio il Tavolo ha focalizzato la necessità di migliorare il sistema dei servizi per il lavoro e la qualità della filiera delle imprese in agricoltura, in stretto raccordo con i competenti organi ispettivi per il contrasto e la prevenzione dell’illegalità. 

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