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Maria Amato, troviamo occasioni di ascolto fra politica, medici e operatori sanitari

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Fa sempre piacere avere occasioni di ascolto. Ho avuto modo di ringraziare il Presidente Marsilio, per aver prontamente dato l'autorizzazione all'assunzione di due radiologi per Vasto.
Sorvolando sul Dossier citato nel titolo, i cui contenuti li conosce solo chi l'ha scritto, ovviamente senza un lavoro comune e di condivisione con i Primari (che non sono un inutile orpello), avere uno spazio per essere ascoltati dall'assessore e non solo, è stato un momento positivo.
Le carenze le conosciamo tutti, la sofferenza di aver visto il depotenziamento dell'ospedale, si sentiva nei toni oltre che nelle parole.

Ho avuto modo di dire quello che per me è uno dei grandi mali della sanità: in teoria la politica dovrebbe indicare gli obiettivi di salute e scegliere i tecnici per gestire il sistema sanità capaci di cogliere quegli obiettivi, in pratica la tentazione di gestione diretta è forte e si resiste con difficoltà a interferire su incarichi, darli o non darli, figli e figliastri, sugli acquisti e sui lavori per i macchinari, a chi si da e a chi si promette. Vorrei finalmente vivere "in teoria"
Ho detto che trovo scandaloso che l'Ospedale di Vasto da luglio 2018 non abbia un responsabile di Direzione Medica (a Chieti c'è una Unità complessa e a Lanciano una a valenza dipartimentale, quella dipartimentale di Vasto non è stata ancora assegnata), che da oltre due anni il responsabile del Pronto soccorso abbia solo oneri, visto che gli onori, l'art 18, responsabilità e voce stipendiale, sono ancora in capo al Primario di Lanciano.

Quanto ci vuole a fare la selezione da Primario? Per il PS come per la Cardiologia e per tutto quello che manca.
L'assessore Verì si chiedeva perché eravamo arrivati a quel punto, e ho risposto con passione dicendo che gran parte delle scelte della politica avevano portato a "strozzare" l'ospedale, depotenziandolo, riducendone la capacità di dare servizi, non sostituendo uomini e tecnologie, l'esempio più esplicito e più duro è stato nelle parole del Dr Silla per la storia della gastro.
Mi sono presa la soddisfazione di dire che i medici a Vasto non ci vogliono venire non perché "il primario ha un brutto carattere o che non sa fare il primario", come si è detto di me, ma perché se possono vanno dove sono in numero maggiore, ci sono tecnologie più moderne, dove i turni consentono una vita normale, dove il diritto di avere un figlio è senza sensi di colpa, dove si può curare la propria formazione, dove si riesce anche a fare carriera.
A Vasto ci sono belle professionalità, c'è nel ricambio generazionale una nuova occasione di slancio, vogliamo tornare ad avere il ruolo che ci spetta nella rete ospedaliera.
Ho detto venite a tagliare i nastri! Mi riferivo alla Tac64 strati di cui non parlo più, avendo problemi più gravi per la copertura dei turni.
Ho anche detto, sorridendo ma non troppo, che più che chiedere a noi come siamo arrivati a questo punto, forse se chiedeva al Dr Muraglia, per la verità ridendo ho usato la parola "torchiare" faceva prima, sicuramente lui, che è stato a fianco del precedente assessore alla sanità conosce il "tra le righe" delle delibere e delle scelte.

Il sindaco di Vasto non ha fatto un fiato, né nessuno, nonostante fosse in prima fila in tutta la sua altezza, gli ha rivolto un saluto né dato uno spazio.
Mi dispiace, e mi dispiace non avere avuto la prontezza di farlo io, nonostante tutto, perché so quanto è sgradevole in questi contesti essere invisibile, ma spero che gli serva a riflettere: 
- tutti quei ringraziamenti a D'Alfonso e a Paolucci che hanno portato?
- che effetto fa sentire l'anestesista, il chirurgo, il ginecologo, il radiologo, il cardiologo, il gastroenterologo dire le stesse cose e non poterli liquidare con la teoria del livore?
Intanto ci è stato riconosciuto il diritto all'ascolto, io ho sempre una fase di speranza, questa volta non può essere lunga, aspetto che si comincino a riconoscere i diritti con equità, aspetto qualche segno concreto per l'Ospedale e per la salute del Vastese.
 

Ho scritto senza remore perché l'incontro, pur se in direzione sanitaria, era praticamente pubblico.

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