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Dove eravamo rimasti /2? Diario (a puntate) di quanto non è successo a San Salvo negli ultimi quattro anni

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Secondo quesito: In data 29 aprile 2016 (leggi) questo portale ospitava un mio intervento intitolato: “Una città senza struscio”, per parlare di una città che avevo già avuto modo di definire ‘incompiuta’. Nell’occasione, però, la definivo “bella addormentata”, non tanto per suoi particolari pregi architettonici o urbanistici (oggettivamente non presenti), quanto per il fatto di apparire, al di là di una buona vivacità industriale, imprenditoriale e agricola, non altrettanto vivace sotto il profilo sociale... a cominciare dall’assenza del rituale struscio soprattutto serale, tipico di ogni agglomerato urbano del mezzogiorno d’Italia. Concludevo le mie osservazioni imputando questo stato di cose all’inevitabile conseguenza dell’imprevedibile, abnorme crescita (+ 500%) registrata nell’ultimo cinquantennio dalla popolazione residente, dovuta al trasferimento a San Salvo (da tutto il circondario) delle famiglie dei lavoratori richiesti dal nascente polo industriale. 

Mi convinsi che le tradizionali divergenze collegate alla difesa dei vari campanilismi costretti a convivere in quello che in origine era un paesello di soli quattromila abitanti erano motivi sufficienti a non favorire lo struscio serale, che non avrebbe comunque potuto favorire l’incontro fra amici, conoscenti né sarebbe stato in grado di rinvigorire familiarità e usi altrove consolidati.

Nello stesso tempo, però, mi meravigliava che nemmeno la Marina, a San Salvo, fosse mai davvero decollata, visto che lì non c’erano mediazioni socioculturali da effettuare, in considerazione dell’assoluta assenza di un qualsiasi precedente ‘passato’, prossimo e tanto meno remoto.

Seconda risposta: Dopo quasi quattro anni la situazione è pressoché invariata; forse si è addirittura accentuato quel senso di assenza di identità cittadina che in parte riemerge dall’asfittico e accidentale (strumentale?) dibattito sul ‘centro storico’. 

Ma dell’argomento specifico (rivitalizzazione centro storico) mi occuperò quando riprenderò un altro precedente capitolo per continuare in questo per me accorato ‘esercizio della memoria’.

 

Nota a margine - Confido che, almeno questa volta, chi più o meno direttamente e di volta in volta ho chiamato o chiamerò in causa voglia sentirsi coinvolto in questo ‘esercizio della memoria’... come invece puntualmente già avviene, ma solo (e spesso stucchevolmente) nell’infinita e sterile polemica cui ci hanno abituato maggioranza e opposizione cittadina.

 

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