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Covid19, Economia, Italia, Europa.

| di Carlo Cardarella
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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                        Covid19, Economia, Italia, Europa 


 Il covid19 continuerà a dettare legge per lungo tempo anche quando la fase acuta sarà passata. Data la mobilità del mondo moderno si potrebbero avere facilmente infezioni di ritorno. Così il covid19 porterà il mondo e l’Italia indietro di anni. 

 Si pensi al turismo, agli sport, alla ristorazione, alle palestre, ai bar e negozi ecc. già tutti fermi. Fra un po’ di tempo si fermeranno le grandi industrie anche per motivo di mercato.

E’ verosimile che in questi mesi nessuno andrà a comprare automobili, moto, barche, aerei, autobus, camion ecc. e di conseguenza è inutile produrli, quindi fra un po’ di tempo, le produzioni e gli indotti si fermeranno o saranno ridotti e il danno economico e sociale che ne deriva sarà grandissimo e porterà anche un rincaro delle merci di prima necessità.

 E forse, per quanto sopra, fra non molto tempo potrebbe essere necessario allentare le restrizioni contro il covid19.

L'Italia è già da tempo in recessione, in difficoltà a causa spread e alto debito pubblico (siamo a 2500 miliardi) ed altro ancora. Un debito così grande non rappresenterebbe un problema di vita o di morte se l'Italia avesse una banca centrale con funzione acquisitrice di ultima istanza alle spalle. La BCE, che dovrebbe assolvere a questo compito come tutte le altre banche centrali del mondo, per regolamenti, accettati dai governi italiani che si sono succeduti dagli anni novanta del secolo scorso in poi, non può dare denaro agli Stati ma solo alle banche. 

Quando il Presidente Mattarella insorge giustamente contro l'affermazione “non è compito della BCE controllare lo spread” fatta il 12 marzo della presidente della BCE, ha certamente l'approvazione e l'appoggio di tutti gli italiani, ma il Presidente Mattarella sa benissimo che la BCE, secondo i trattati europei, non può intervenire a frenare lo spread. Il popolo italiano e il loro Presidente dovrebbero lamentarsi primariamente contro quei politici italiani che hanno sottoscritto quei trattati capestro e che hanno svenduto banche e asset industriali importanti per la vita della nazione.

Poi la sig.ra Lagarde, il 18 marzo, ha deciso di intervenire con 750 miliardi della BCE per aiutare tutta l’Europa a combattere i danni economici derivanti dal covid19. 

Premesso che questo “colpo di bontà” della presidente della BCE è positivo e utile per l’Italia anche se assolutamente non sufficiente, bisogna tuttavia chiedersi come mai la presidente Lagarde può dire una cosa il 12 marzo e decidere il contrario il 18 e anziché applaudirla acriticamente, sarebbe necessario chiedersi dove sta la trasparenza delle decisioni dell’ente supremo dell’Europa? E bisognerebbe poi chiedersi ancora: dove prende i 750 miliardi di euro la signora Lagarde e perché non ne ha presi 1750 di miliardi o di più?

Capire da dove vengano gli euro della presidente Lagarde e perché il 12 marzo non ci sono e il 18 invece sì, è il cuore del problema dell’Europa, capirlo ci farebbe comprendere come funziona la società chiamata Europa di cui facciamo parte e da cui dipendiamo, ma il mainstream nostrano della comunicazione ed i politici dei nostri Governi si guardano bene dal farlo (le opposizioni possono dire ciò che vogliono per Bruxelles non contano nulla). 

Germania e Francia, oltre a beneficiare in proporzione più dell’Italia dei 750 miliardi della BCE, hanno deciso di impegnare per il danno derivante dal covid19 e solo per il periodo iniziale, rispettivamente 550 miliardi di euro la Germania (attraverso la grande banca di stato KSW) e 350 miliardi la Francia; mentre i governanti italiani e il mainstream nostrano sono contentissimi dei 25 miliardi di maggior debito che l’Europa ha autorizzato all’Italia.

Per di più essendo la banca statale tedesca KSW e alcune banche francesi non soggette ad alcun controllo della BCE (strano ma vero) e dato che il 97% del denaro che viene scambiato è virtuale e non costituito da banconote fisiche, la banca tedesca KSW ed alcune banche francesi potrebbero accreditare virtualmente miliardi che non possiedono senza che nessuno possa accorgersene o controllare, praticamente possono creare tutto il denaro che vogliono dal nulla (come d’altronde fa la BCE). Una KSW italiana perché non c’è.

 La Germania, in questi ultimi anni, ha reso indipendenti dalla BCE sedici piccole banche che prima erano sotto il controllo della banca europea, mentre in Italia, con il governo Renzi, le piccole banche cooperative che erano svincolate dal controllo della BCE sono state portate sotto al suo controllo. Perché comportamenti così diversi da risultare diametralmente opposti? 

Il presidente Conte, per finanziare i danni dovuti al covid19, ha cominciato a dire: “proviamo il MES”. In un tweet, Enrico Letta ha detto: “usiamolo, però togliamoci prima la parte che ci penalizza”. Il “togliamoci” di Letta non dipende dall’Italia ma dall’Europa o meglio dall’impero centrale franco-tedesco di Aquisgrana e pertanto “campa cavallo!”. 

 Il MES è il sostituto peggiorato del “Fondo salva Stati” (e sappiamo bene come ha salvato la Grecia). Esso prevede un fondo di 750 miliardi di euro al quale l’Italia deve contribuire con 125 miliardi (di cui circa 55 già versati), attualmente dispone di circa 500 miliardi di euro. Eventuali prestiti devono essere restituiti con interesse.

I dirigenti del MES, non eletti da nessuno e di fatto nominati dall’impero centrale di Aquisgrana, per regolamento, non possono essere chiamati in giudizio da nessun tribunale al mondo per eventuali responsabilità derivanti dall’esercizio delle loro funzioni (solo gli imperatori, i dittatori e i monarchi assoluti storicamente si sono auto attribuiti questa immunità).

Per la Costituzione italiana (superiore a qualsiasi altra legge) tale immunità non è assolutamente ammessa, nemmeno per il Presidente della Repubblica.

 L’oltraggio alla Costituzione italiana da parte del MES e di altri regolamenti europei non sono minimamente avvertiti dai governi italiani, dai Presidenti della Repubblica, dalla Corte Costituzionale, dai giudici tutti, dai grandi giornaloni con i loro giornalisti, dalle televisioni pubbliche e non con i loro conduttori; tutti fanno finta di non vedere, di non sentire, di non sapere, di non capire.

Per uno stato con alto debito pubblico che avesse difficoltà a trovare rifinanziamenti del suo debito (leggere Italia), il MES prevede la possibilità, anche per decisione autonoma del MES stesso, di intervenire decretando il fallimento di quello Stato, ponendo nelle mani dei dirigenti del MES le funzioni del Parlamento, del Governo e del Presidente della Repubblica di quello Stato, abrogando, di fatto, con un solo colpo la Democrazia, la Repubblica e la Costituzione. E’ evidente che L’Italia deve stare lontano dal MES per non correre minimamente questo rischio.

Inoltre in questo momento è evidente anche l’inutilità del MES, attualmente ha un dotazione di circa 500 miliardi e siccome tutti gli Stati europei contemporaneamente, a causa del covid19, hanno bisogno di finanziamenti, la dotazione è totalmente insufficiente e non si può chiedere nel medesimo tempo agli stessi stati che devono essere aiutati di finanziare il MES.

In questo momento sarebbe meglio annullare il MES e restituire il denaro agli stati che l’hanno versato.

 Se l’Italia accettasse l’aiuto del MES e per malaugurata sorte le toccasse di uscire dall’euro, non potrebbe più rinominare il debito pubblico nella nuova moneta scelta dall’Italia, ma sarebbe costretta a pagare il debito pubblico in euro (che non avrebbe più) quindi con una valuta estera.

 E’ da statisti fare scelte del genere? 

 Perché l’Europa vuole essere l’unica eccezione al mondo a non fare come fanno tutte le altre nazioni: usare la banca centrale per risolvere tutti i problemi di finanza pubblica?

 Verrebbe quasi da supporre che si voglia usare a forza il MES al fine di cogliere altri obiettivi inconfessabili.

Il MES, comunque lo si usi, rappresenta una stretta al capestro messo intorno al collo degli stati con alto debito pubblico, come l’Italia.

La BCE (che può dare denaro solo alle banche e non agli stati) deve funzionare così perché serve a separate le sorti economiche dell’impero centrale di Aquisgrana e dei suoi paesi satellite del nord “parte elitaria e nobile dell’Europa” piena di banche pubbliche, da quello degli stati periferici del sud Europa “parte plebea e proletaria e/o con alto debito pubblico” senza banche pubbliche. La BCE serve ancora alla “parte elitaria e nobile dell’Europa” per continuare a lucrare negli scambi commerciali mondiali per il valore basso dell’euro che risulta tale solo per la presenza nella UE della “parte plebea e proletaria e/o con alto debito pubblico”. Tutti i vantaggi alla “parte elitaria” dell’Europa, tutti gli svantaggi alla “parte plebea” dell’Europa.

In tale quadro il MES rappresenta il braccio armato che l’impero centrale franco-tedesco di Aquisgrana ha a disposizione per ridurre al silenzio l’Europa “plebea e proletaria” qualora essa si mettesse in testa di avere veramente pari dignità e di voler sedere al tavolo della ”élite europea” con pari diritto. Allora scatterebbe lo spread e poi arriverebbero i compiti da fare in casa, forse un nuovo governo tecnico e se necessario ci sarà ancora più spread, i titoli di stato italiani saranno dichiarati spazzatura o quasi dalle agenzie di rating così, in fine, arriverà il MES per azzerare anche l’ultima parvenza di autonomia nazionale.

Proprio per queste impostazioni il MES e la BCE, così congegnati, non facilitano il percorso unitario dell’Europa bensì servono ad impedirlo.

Ora siamo al momento del bisogno. Questo deve essere il momento della fratellanza e della solidarietà.

Questo è il momento di riformare la BCE, facendole assumere la funzione vera di banca centrale rendendo così il MES totalmente inutile. Una BCE che si faccia carico di tutti i problemi finanziari della comunità, da quelli degli stati più prosperi a quelli meno prosperi con una forte dose di solidarietà e flessibilità.

In questo difficile momento o l’Europa sarà capace di fare un salto di qualità, trasformandosi veramente negli Stati Uniti d’Europa o l’UE non ci sarà più.

In mancanza di una Europa dei popoli, veramente solidale e veramente unita, dove ognuno abbia gli stessi diritti, gli stessi doveri, la stessa dignità e le stesse opportunità.

Viva l’Italia! Viva l’Italia Costituzionale, Democratica, Parlamentare!

Carlo Cardarella

Carlo Cardarella

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