Agenzie di viaggio abruzzesi in ginocchio, "Servono misure urgentissime"

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L’emergenza coronavirus sta mettendo in gravissima difficoltà il comparto delle agenzie di viaggio, dei tour operator e delle altre attività di prenotazione e assistenza turistica che in Abruzzo contano 300 unità con circa 1000 addetti, per un fatturato medio annuo di oltre 350 milioni di euro.

A causa della pandemia e del conseguente blocco della mobilità internazionale, per moltissime attività si prospetta un 2020 di fatto già concluso, con una perdita del fatturato altissima, variabile tra l’80 e il 90%.

Il presidente di Fiavet  Dott. Piero Di Renzo sottolinea che nella nostra regione è a rischio di sopravvivenza più della metà delle agenzie di viaggio, che per il 90% sono composte da 2-3 persone. Si tratta di microaziende molto radicate sul territorio, in buona parte specializzate in Incoming e Experience Travel la cui perdita porterebbe un danno per tutta la filiera: perderle vorrebbe dire perdere anche un argine allo sviluppo dei Grandi Tour Operator generalisti delle Multinazionali dell'on line, che si verrebbero a trovare in una situazione di oligopolio senza considerare che gran parte di questi non pagano le tasse in Italia.

Con il loro lavoro gli agenti di viaggio contribuiscono, a livello nazionale, per il 13% del Pil, impiegando migliaia di addetti e promuovendo il nostro Paese con tutte le sue bellezze.

In Abruzzo, regione potenzialmente leader sul fronte del turismo, le agenzie di viaggio tradizionalmente gestiscono flussi di visitatori particolarmente significativi ed importanti sia numericamente che per volume d’affari, nonostante raramente siano coinvolti nei processi di promozione della Regione.

“I contraccolpi sono pesanti, servono contromisure urgentissime – sottolinea il Dott. Di Renzo – In particolare è necessario rendere subito operativa la cassa integrazione con anticipo in banca, accesso agevolato al credito per la ristrutturazione del debito e investimenti che ci consentano di ripartire. Detto credito dovrebbe avere un piano di rientro a lungo termine (almeno qualche anno) e dovrebbe essere garantito dallo Stato. Proroga del credito d’imposta sugli affitti almeno fino a Luglio. Abolizione per il 2020 delle tasse di ogni genere. Cooperazione della Regione alle aziende che vendono il prodotto Abruzzo anche con contributi a fondo perduto.

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