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Una proposta, non una provocazione

| di Romolo CHIANCONE
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Riprendo un argomento che, a mio avviso, dovrebbe essere una delle prime preoccupazioni e occupazioni non solo dell’Amministrazione Comunale (e, in genere, di tutta la politica sansalvese), ma anche (se non soprattutto) degli imprenditori locali che non sembrano più di tanto interessati a investire su quegli autentici tesori che sono il mare e la spiaggia di San Salvo. 

Già: il mare cristallino e la spiaggia chilometrica e ininterrotta che va dal porticciolo di San Salvo fino al monumento alla bagnante di Vasto. 

Per non parlare delle condizioni pedoclimatiche di un territorio a suo tempo (forse improvvidamente) regalato all’industria, ma ancora non completamente né definitivamente compromesso.

Per non tirarla in lungo, cito qualche dato ufficiale, tanto per non rischiare di ipotizzare teoremi di troppo impegnativa dimostrazione. 

Leggo che gli stabilimenti balneari sono aperti

- a Cesenatico dal 1° aprile al 30 di settembre; 

- a Jesolo da tutto maggio a tutto settembre; 

- a Bibione per tutto giugno e fino al 20 settembre

e così via per tantissime altre località. 

E allora mi chiedo: 

- se la stagione balneare dura così tanto in località che normalmente non godono così a lungo di tempo favorevole come da queste parti, né di arenili e acque che nell’alto Adriatico nemmeno si sognano, perché a San Salvo la stagione ufficiale balneare dura soltanto dal 15 giugno al 15 di settembre?

- perché succede che non tutti gli stabilimenti balneari siano completamente agibili già dal 15 giugno?

- perché già da fine agosto i villeggianti devono sopportare le operazioni di smontaggio delle varie attrezzature?

- perché i servizi di salvataggio e di pulizia spiagge sono effettuati solo dal 1° luglio e fino al 31 agosto?

Non vado oltre perché è lungi da me la voglia di maramaldeggiare. Però, da quell’inguaribile ottimista che sono, mi piace pensare che già a maggio 2021 potrò trovare a San Salvo un lungomare pulito e non più destinato esclusivamente a parcheggio. Mi piacerebbe ritrovarmelo invece caratterizzato da frequenti passaggi di mezzi di un efficiente trasporto pubblico con conseguente limitazione al massimo del traffico privato. E al riguardo, come ulteriore disincentivo, mi auguro che sia elevato in misura significativa il costo orario dei parcheggi e, soprattutto, il costo dei poco più che simbolici, irrisori abbonamenti stagionali riservati a residenti e pensionati (“ego quorum”).

Certo, mi rendo facilmente conto che un provvedimento del genere non porterebbe preferenze elettorali a vantaggio di chiunque lo assumesse, però... 

Quello che mi auguro, insomma, è un lungomare più ospitale anche nella parte nord e magari animato da... Beh! Lascio la scelta a chi di dovere.

 

Romolo CHIANCONE

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