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Nuovi DPCM, che cosa cambia per i corsi di formazione

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La situazione degli ultimi mesi dovuta alla pandemia da coronavirus ha reso indispensabile il ricorso alla modalità video conferenza per tutti i casi in cui è stato necessario erogare corsi relativi alla sicurezza sul lavoro. Tutto lascia pensare che quando la situazione ritornerà alla normalità le video conferenze continueranno a essere sfruttate: a questa modalità formativa deve essere riconosciuto un livello di efficienza e di efficacia paragonabile a quello degli insegnamenti in aula, ed è per questo motivo che non avrebbe senso metterla in archivio nel momento in cui lo stato di emergenza si concluderà.

La video conferenza e le prospettive per il futuro

Da più parti si paventa il timore che la modalità video conferenza possa non essere più sfruttata nei mesi a venire, quando l’emergenza sanitaria non sarà più tale: il più presto possibile, si spera. Ma nel caso in cui si seguisse tale strada, si commetterebbe uno sbaglio in grado di provocare molteplici danni. In primis, un incremento dei corsi in presenza non consentirebbe di continuare a mettere in pratica tutte le misure finalizzate al contrasto e al contenimento del contagio. Inoltre, gli enti che fino a questo momento hanno speso cifre consistenti per l’acquisto e l’installazione delle attrezzature indispensabili per l’erogazione dei corsi in video conferenza andrebbero incontro a notevoli disagi, sia di natura organizzativa che di carattere economico.

Il valore della pianificazione

È molto importante, allora, rispettare le esigenze di chi sta programmando le attività di formazione con una prospettiva di lungo termine. D’altro canto, il legislatore ha affermato il principio secondo il quale la video conferenza ha tutte le caratteristiche per essere equiparata all’erogazione di corsi in presenza fisica. Anche a distanza, in effetti, è possibile esercitare un controllo sui discenti. Al tempo stesso non vengono meno le interazioni fra i discenti e gli insegnanti, come se tutti si trovassero in uno stesso luogo fisico.

La differenza tra la presenza fisica e la video conferenza

È chiaro che la modalità di erogazione dei corsi in presenza fisica è differente rispetto a quella in video conferenza, ma ciò non toglie che esse siano equivalenti. Non vale questo discorso, però, per l’e-learning, che non prevede la presenza simultanea di discenti e insegnanti. Nel corso del periodo di emergenza di quest’anno, indicazioni relative alla formazione a distanza sono state messe a punto dal Gruppo Tecnico Interregionale Salute e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro, che si è concentrato sulla video conferenza in modalità sincrona. È emerso che le attività di formazione che vengono erogate attraverso la video conferenza sincrona vanno equiparate alla formazione in presenza sotto tutti i punti di vista: il che vuol dire che sono in grado di assecondare gli adempimenti previsti per ciò che concerne la sicurezza sul lavoro.

La formazione a distanza

Nel corso degli ultimi mesi è aumentato in modo esponenziale il numero di offerte riguardanti corsi di formazione a distanza: una netta impennata ha caratterizzato il settore della formazione online. Per quanto riguarda il mondo del lavoro, in particolare, sono proliferati i corsi di qualifica professionale. Il DPCM del 24 ottobre del 2020 ha reso possibili i corsi di formazione in medicina generale e le attività di formazione e didattiche degli istituti di formazione del Ministero della Giustizia, del Ministero delle Finanze, del Ministero della Difesa e del Ministero degli Interni. Nonché i corsi di formazione da effettuarsi in materia di salute e sicurezza. La formazione è stata confermata anche per le scuole guida e il mondo dei trasporti, con la possibilità di erogare i corsi abilitanti e di far svolgere sia le prove di teoria che quelle pratiche.

Dove trovare una consulenza specifica

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