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“La mia privacy è violata”. Il disagio di una signora di San Salvo alle prese con le auto parcheggiate a ridosso della sua abitazione

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Nel centro storico di molte città, e anche a San Salvo, le strette vie del centro, un tempo erano adibite al calpestio degli animali da soma e dai carretti che trasportavano merci e beni. Oggi si sono adeguate al passaggio di SUV e mezzi a motore di ogni tipo. Le case adiacenti, anch’esse molto antiche, sono ovviamente abitate e gli inquilini devono fare i conti con la modernità.

La storia che giunge alla nostra redazione riguarda una signora che in via Firenze, a San Salvo, vive da anni nel disagio. Ci racconta, esasperata, di alcuni automobilisti che parcheggiano davanti la porta di ingresso e soprattutto le finestre della sua casa. Per lei è quasi impossibile vivere una vita serena e tranquilla. Tra i finestrini delle auto ferme e le finestre di casa ci sono solo pochi centimetri di spazio e a nulla sono serviti i richiami ai diretti interessati oltre che alle istituzioni locali.

La signora ha chiesto, in particolare, che fossero stabilite delle fasce di rispetto attorno a casa sua. Delle strisce atte a delimitare lo spazio tra i muri della sua abitazione e le automobili. Si sente sola e disarmata. Senza voce. I vicini di casa sembrano non avere lo stesso problema e qualsiasi tipo di richiesta viene rimbalzata o ignorata dalle autorità competenti. Nel 2018 e nuovamente nel 2020 la signora si è mobilitata nei confronti dei vigili urbani e del sindaco richiedendo di essere ascoltata, di poter avere le famose strisce utili a stabilire un minimo di spazio ma le richieste sono sempre state protocollate senza risposta.

La privacy è un diritto di tutti, ma non di chi abita al pian terreno su strada, a quanto pare.

Le fasce di rispetto richieste 

 

 

 

Le strisce a terra richieste 

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