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“Cambiamo San Salvo”...

... va bene, ma con chi?

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Qualche giorno fa è stato diffuso, tramite i diversi protagonisti dell’informazione di questo territorio, il comunicato della nascita del movimento politico “CAMBIAMO SAN SALVO” che intende partecipare alla prossima consultazione comunale del 2022 (leggi).

Per quanto non direttamente coinvolto (non potrò votare perché non sono residente a San Salvo) mi sono comunque subito interessato in veste di ospite sansalvese per lunghi periodi dell’anno e quindi desideroso di poter eventualmente offrire il mio contributo di idee e di partecipazione in vista di ogni possibile crescita della città.

Ho letto attentamente l’annuncio e sento di dover segnalare qualche considerazione al riguardo.

Comincio con quello che voglio battezzare un peccato di ingenuità.  Nel comunicato si dice, infatti, che i principi fondanti del movimento si ispirano a quelli contenuti nella Costituzione. Lo si dice quasi fosse una concessione o chissà quale trovata! Ma non può essere altro che così, per un movimento che non intenda dichiararsi apertamente fuorilegge!

Insieme a una serie di linee guida generali (belle parole, però assai generiche), si dice anche che “impegno particolare sarà rivolto alla trasparenza” e si finisce con la promessa che “prossimamente sarà divulgato un programma dettagliato” e, soprattutto con l’assicurazione che “il gruppo è aperto all’ingresso di tutti” e che “per associarsi al movimento” basta scrivere all’indirizzo email debitamente segnalato.

Che dire? Bene, certamente, perché ogni nuovo ingresso fra i partecipanti alla gestione della cosa pubblica è auspicio di possibili benefici, quanto meno grazie alle diverse letture della storia amministrativa più o meno recente, alla circolazione di nuove idee, alla presentazione di nuove, originali proposte.

Qualche perplessità, però, mi trattiene dall’inviare una mia email per partecipare all’iniziativa a causa della stridente assenza (a tutt’oggi) di quella “trasparenza” strombazzata nell’annuncio della nascita del Movimento. Mi riferisco, cioè, all’assoluto anonimato dei promotori del movimento, a loro volta eventuali interlocutori di chi, come me, volesse non dico approfondire, ma quanto meno delimitare la vastità degli argomenti connessi a temi ventilati e programmi assai diversi fra loro.

Per concludere, è come se, inviando l’email sollecitata, dovessi sedermi al tavolo da gioco per affrontare una mano di poker... ma quando il primo di mano ha sfidato gli altri a giocare “al buio”.

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