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Maltrattamenti in famiglia: 70enne dovrà stare ad almeno 500 metri dalla moglie

Indagini della Polizia dopo la denuncia della donna e misura cautelare disposta dall'Autorità Giudiziaria

redazione
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Nella giornata di ieri personale del Settore Anticrimine del Commissariato di Vasto ha eseguito un’ordinanza applicativa di misura cautelare nei confronti di un uomo di 70 anni, ritenuto responsabile di maltrattamenti in famiglia aggravati dall'aver agito in presenza del figlio minore e dal fatto di aver usato un'arma.

Secondo le indagini svolte - ricorstruisce i fatti il dirigente del Commissariato Fabio Capaldo - l'uomo da anni poneva in essere nei confronti della moglie reiterate condotte vessatorie di violenza, minacce di morte ed ingiurie, iniziate fin da quando la stessa era in attesa del loro figlio, nel 2013 ed erano proseguite per tutta la convivenza. La donna, molto più giovane del coniuge e di nazionalità straniera, senza lavoro o altra dimora in Vasto, a lungo aveva taciuto le violenze subite.

Nell'agosto scorso, esasperata, aveva lasciato la dimora coniugale con il bambino separandosi di fatto dal marito. Ma dopo qualche giorno, a seguito delle pressanti richieste dell'uomo, il 13 agosto aveva consegnato loro figlio al padre per consentirne la frequentazione. Presentatasi a casa dell'uomo, era stata nuovamente pesantemente minacciata di morte dal marito alla presenza del bambino.

La donna uscita di corsa col figlio, aveva denunciato subito l'accaduto al Commissariato di PS di Vasto, il cui personale immediatamente aveva proceduto ad una perquisizione domiciliare ed al ritiro cautelare di tutte le armi detenute regolarmente.

I fatti denunciati dalla donna hanno trovato riscontri nell'attività investigativa successiva, tanto che l’uomo è stato denunciato per maltrattamenti aggravati e negligenza nella custodia delle armi ed è stata richiesta all’Autorità Giudiziaria nei suoi confronti l'emissione di un idoneo provvedimento cautelare.

I gravi indizi di colpevolezza in breve reperiti dagli investigatori e forniti all'A.G. hanno permesso l’emissione del  provvedimento cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa, con obbligo per l'indagato di mantenere una distanza di almeno 500 metri dalla donna e dai predetti luoghi e con divieto di comunicare anche indirettamente con lei con qualsiasi mezzo.

La misura cautelare veniva subito eseguita dalla Polizia a tutela delle vittime.

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