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La Via di Pepe (Vecchia Fondovalle Trigno)

| di Francesco Raspa
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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I primi anni del secondo dopoguerra furono in generale, dal punto di vista economico, molto difficili per l'intera nazione, ed in particolare per il sud, dove i problemi cronici legati al lavoro ed all'occupazione,  erano per davvero molto gravi, che  causarono una diffusa emigrazione verso diversi paesi attrattivi del mondo.

Questa situazione, ovviamente non risparmio' la comunità sansalvese che si privo' di molte operose braccia, alla continua ricerca di lavoro e miglior sorte all'estero. Molti fecero fortuna e si stabilirono definitivamente in quei luoghi che diedero origine al loro riscatto; altri contribuirono, per molto tempo con le loro rimesse in valuta, alla rinascita del nostro paese; ancora altri, non ebbero altrettanta ventura e forse disillusi tornarono in patria,  per poter affrontare daccapo il loro desiderio di affrancamento.
San Salvo, nonostante il suo territorio piccolo e frazionato, si giovo', per un certo verso, di un miglior uso dello stesso ed incremento' nella popolazione il desiderio di venire in possesso di qualche area demaniale e comunale, ancora incolta o boschiva. Come si ricorderà, a partire dal 1950, quel desiderio diventò decisa rivendicazione, trasformata poi in vera e propria lotta contadina, che portò in quello stesso anno all'occupazione del bosco "Motticce", che il comune dopo qualche anno, a disboscamento avvenuto, provvide alla sua suddivisione ed assegnazione a diverse famiglie di contadini.
In quello stesso periodo, con una situazione viaria arretrata ed in parte rovinata, risultò molto vantaggiosa la realizzazione della cosiddetta "Via di Pepe",  il cui nome deriva appunto dall'impresa "Nicola Pepe" di stanza a San Salvo che la costrui'. La quale ditta poi, non seppe resistere alle molteplici difficoltà del tempo ed andò incontro alla sua liquidazione.
La strada che ricalcava una vecchia via di campagna stretta e tortuosa, fu allargata e  resa quanto più possibile rettilinea, che  seppur eseguita con un manto stradale brecciato, si rivelò molto comoda e scorrevole per i mezzi agricoli, quasi esclusivamente a trazione animale.
L'arteria completamente pianeggiante, lunga circa 6 km, raccorda internamente le campagne sansalvesi con l'ex SS 16 per Montenero e con la sua vecchia stazione ferroviaria. Difatti, molti contadini la percorrevano con i loro traini e carri con destinazione stazione; in particolare, quando andavano a conferire i copiosi carichi di barbabietola da zucchero nei vagoni merci, destinati all'allora zuccherificio di Chieti scalo. Tutto ciò accadeva ancora intorno agli anni 1960, quando quelle abbondanti produzioni di barbabietole, portò il nostro territorio ad un primo significativo cambio di passo economico.
Forse anche per questo, la gente  sansalvese, nonostante questa via risulta attualmente degradata, continua a percorrerla e chiamarla familiarmente "La Ve' di Pape".

Francesco Raspa

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