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Lapide in memoria di Norma Cossetto: "Segno visibile alle future generazioni"

Iniziativa a San Salvo nel 'Giorno del Ricordo'

redazione
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"Vogliamo lasciare un segno visibile alle future generazioni. Questo spazio presso il Monumento ai Caduti diventa il luogo della memoria per i sansalvesi per gli orrori che hanno caratterizzato lo scorso secolo. Dopo la lapide a Settimia Spizzichino, per ricordare la Shoah, ora quella a Norma Cossetto vittima delle Foibe. Una di fronte all’altra, due donne, due ragazze unite da un comune filo che si chiama annullamento della dignità umana con la sopraffazione della persona e della morte” afferma il sindaco di San Salvo Tiziana Magnacca.

Nel 'Giorno del Ricordo' del 10 febbraio iniziativa dell’Amministrazione comunale per ricordare Norma, studentessa universitaria, e gli esuli istriani e dalmati utilizzando la motivazione che il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi il 9 dicembre 2009 utilizzò per assegnarle la medaglia d’oro al valor civile: “Giovane studentessa istriana, catturata e imprigionata dai partigiani slavi, veniva lungamente seviziata e violentata dai suoi carcerieri e poi barbaramente gettata in una foiba. Luminosa testimonianza di coraggio e di amor patrio”.

La lapide è stata scoperta dal sindaco Magnacca, al suo fianco l’assessore alla Cultura Maria Travaglini e il presidente del Consiglio comunale Eugenio Spadano.

Alla cerimonia sono intervenuti Vincenzo Parente, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Rodari, il sindaco del Consiglio comunale dei Ragazzi Sara Taraborrelli, coordinato dalla professoressa Pina Cieri, accompagnata dalle colleghe Alice Zingarelli e Greta Chioditti e il prof. Claudio De Filippis. Per l’Istituto Rodari ha partecipato la classe V sezione B della scuola Sant’Antonio con i maestri Luca Baldassarre, Antonella Vincguerra e Giuseppe Napoleone.

Il sindaco ha ringraziato per la partecipazione l’Associazione nazionale Carabinieri, l’Associazione nazionale Alpini, la delegazione dei Bersaglieri a riposo, la Fir Cb San Salvo, l’Avis e la Croce Rossa Italiana. Dopo la benedizione di don Raimondo Artese, parroco della chiesa San Giuseppe, c’è stata la deposizione di un mazzo di fiori al Monumento ai Caduti con l’osservanza di un minuto di silenzio.

“Dai campi di concentramento alle foibe, sono tra le pagine più spaventose dimostrazioni di inciviltà del secolo scorso. Cicatrici dei feroci crimini che hanno caratterizzato la seconda guerra mondiale, che nel dopoguerra si tradussero anche in una strage di italiani. Occorre favorire il ricordo di questi italiani uccisi con inaudita e gratuita ferocia: è un atto di giustizia nei loro confronti” ha aggiunto nel suo intervento il sindaco di San Salvo.

Un ringraziamento particolare va dunque alla scuola e alle associazioni culturali che quotidianamente lavorano per promuovere momenti di riflessione perché queste pagine di storia non vengano mai cancellate o taciute.

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