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Fili di fratellanza e solidarietà da riannodare

Prematura scomparsa di Pietro Ialacci, le considerazioni di Gabriele Marchese

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Scrivo solo ora a distanza di alcuni giorni dalla prematura scomparsa di Pietro sia per onorare la sua memoria che per dare un piccolo contributo affinché tali accadimenti non si ripetano.  

Tutti giustamente lo abbiamo omaggiato ricordandolo come un uomo buono, mite. Era un dono che aveva ereditato dalla sua famiglia, persone umili e perbene.  Per la verità vi è stato anche chi ha cercato di speculare su questo dramma della solitudine, povertà culturale.  Credo invece che se vogliamo onorare al meglio la sua memoria ci dobbiamo porre il problema di quanti sono e in quali condizioni vivono i tanti Pietro presenti nella nostra città e perché tutto ciò avviene. Lo dobbiamo fare tutti, in primis le istituzioni, il modo della scuola, le parrocchie, gli enti, le associazioni e i cittadini tutti. 

Ci dobbiamo chiedere se ognuno di noi ha fatto il suo dovere fino in fondo e cosa possiamo fare per evitare che tutto ciò avvenga di nuovo.  Solo così potremmo fare un passo avanti per riannodare quei fili di fratellanza e solidarietà che sono alla base del vivere civile e dei rapporti umani.
 

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