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A che cosa serve l’ecografia prostatica sovrapubica

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L’ecografia sovrapubica della prostata è un test che ha lo scopo di definire le dimensioni e il volume della ghiandola prostatica. Per conoscerla meglio abbiamo intervistato il dottor Andrea Cocci, urologo e andrologo, titolare del sito AndreaCocci.com.

In che cosa consiste l’ecografia della prostata sovrapubica?

Questo test permette di accertare le dimensioni della ghiandola e, al tempo stesso, possibili anomalie o problemi che riguardano eventuali patologie prostatiche. È un esame che offre numerosi vantaggi, poiché non è per niente invasivo, non causa dolore ed è di facile attuazione; tutti i pazienti lo tollerano senza troppe difficoltà. In virtù di tale studio, si ha l’opportunità di osservare con chiarezza i vari tessuti che formano la vescica e la ghiandola prostatica.

Come si svolge l’esame?

Le ecografie in generale sono degli accertamenti diagnostici che si basano sull’impiego degli ultrasuoni, i quali possono essere utilizzati sia per le ecografie semplici che integrando una TC: in questo caso, permettono di avere immagini del flusso sanguigno o di sezioni corporee. Si ricorre all’ecografia prostatica sovrapubica al fine di definire, come abbiamo detto, le dimensioni della prostata, ma anche per capire se la ghiandola è malata. Gli obiettivi che possono essere raggiunti, di conseguenza, sono molteplici: avere una diagnosi precisa a fronte di una situazione di ipertrofia prostatica benigna, ma anche rilevare eventuali tumori alla prostata o accertare il motivo per il quale sono aumentati i valori di antigene prostatico specifico. Al tempo stesso, con una ecografia sovrapubica della prostata si ha anche la possibilità di valutare le infiammazioni eventualmente correlate a prostatiti.

Quali sono le finalità per le quali si ricorre a questo test?

Con l’ecografia prostatica sovrapubica non solo si verificano le dimensioni della ghiandola, ma anche le caratteristiche della vescica, che in molti casi è influenzata da un aumento delle dimensioni della prostata. Questo tipo di ecografia, inoltre, permette di individuare la presenza nella vescica di residui di urina dopo la minzione. Questo aspetto è molto importante in presenza di ipertrofia prostatica benigna, in quanto il residuo di urina in seguito alla minzione tende a crescere in modo significativo. A volte si può effettuare l’esame prima di procedere a una ecografia prostatica transrettale, che è un tipo di accertamento più preciso ma anche più invasivo, nel corso del quale si può procedere con una biopsia prostatica. Come noto, la biopsia consiste nel prelievo di campioni di tessuto prostatico grazie a cui si può rilevare la presenza di carcinoma prostatico.

Come ci si deve preparare a questo esame?

Come ho accennato in precedenza, stiamo parlando di un esame semplice, e proprio per questo motivo non serve una preparazione specifica. La sola richiesta è quella di arrivare al momento del test con la vescica piena: a questo scopo bisogna evitare di urinare nelle 3 ore precedenti e bere, 1 ora prima di svolgere l’ecografia, almeno 1 litro di acqua naturale. Dopodiché, concluso l’esame si potrà svuotare la vescica. Lo scopo è quello di permettere al medico di verificare il residuo urinario nella vescica. Vale la pena di ricordare, inoltre, che la presenza di aria e gas nel corpo può essere problematica ai fini di una esecuzione appropriata dell’accertamento.

Il dottor Andrea Cocci e il trattamento dell’ipertrofia prostatica

I trattamenti mini invasivi effettuati con il laser per l’ipertrofia prostatica rappresentano una delle specializzazioni del professor Andrea Cocci, dottore in urologia e andrologia ed esperto di chirurgia robotica e ricostruttiva. Il dottor Cocci è un medico andrologo che dedica la massima attenzione a ogni suo paziente, mettendo da parte la nozione di medico leader per puntare soprattutto sull’ascolto e sull’empatia.

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