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Carmine Valentino Mosesso, il poeta contadino e allevatore

Natura e Cultura si uniscono armoniche nella vita del giovane poeta di Castel del Giudice

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In questi giorni la storia di Carmine Valentino Mosesso è stata consacrata da un articolo di risonanza nazionale uscito sul Corriere della Sera a cura di Luca Bergamin. 

Carmine ha 28 anni, è laureato in agraria ed è tornato nei suoi luoghi natii per mettere a frutto, nella sua azienda “DentroTerra”, le conoscenze acquisite durante lo studio, eppure la sua persona non si esaurisce nel lavoro materiale. Egli è un esempio di quel motto di Carlo Infante che recita “Piedi per Terra e testa nel Cloud”: all’azione empirica dell’allevamento dei suoi animali e alla lenta cura delle coltivazioni si unisce, nella sua persona, il genio poetico attraverso il quale racconta la sua filosofia di vita a tutti coloro che desiderano unirsi alle sue passeggiate narrative attraverso il percorso nel paese di Castel del Giudice fino alla sua azienda agricola. Sempre accompagnato dalle due asinelle Rosina e Giulia, con un passo lento e sereno, recita i suoi componimenti e così produce Armonia. A coloro che hanno la fortuna di ascoltarlo, tra cui i turisti del vicino Borgotufi, il progetto di albergo diffuso che sta riscattando l’economia locale, trasmette valori che sarebbe più giusto definire senza tempo, piuttosto che antichi, perché il tempo della Terra non è il tempo della singola vita umana odierna, durante la quale, troppo spesso, ci si affanna tra il recupero del passato e la pre-occupazione del futuro, perdendo la connessione con il “qui ed ora”. 

Ecco le sue parole nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera:

“Io mi accorgo di essere dove voglio stare, di essere e volere andare in armonia coi passi degli animali e i ritmi della natura e che questo è il posto in cui porto avanti la battaglia per l’autosufficienza. In fondo ognuno di noi dovrebbe maturare conoscenza e rispetto per la storia intima dei luoghi in cui si trova e trasmettere questi valori nella forma che gli è più congeniale.”

Carmine ha scelto una comunicazione immediata, non-mediata, lasciando che le sue poesie giungano direttamente al cuore di coloro che scelgono di passeggiare con lui: senza passare attraverso la razionalità, parla da anima alle altre anime, per ricordare che siamo noi stessi natura e che forse la soluzione all’affanno è il ritorno dentro se stessi, in risonanza coi ritmi tellurici cui i nostri passi sono indissolubilmente legati: un eterno presente di armonia.

Grazie Carmine, per far sentire la tua voce e dare l’esempio più bello: cultura, conoscenza e rispetto per i luoghi in cui viviamo rappresentano il Valore più alto che l’essere umano è portato a difendere.

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