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Marche di pneumatici e fasce di prezzo: chi c'è dietro i nomi che troviamo dal gommista

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Chi percorre il nucleo industriale di San Salvo legge sui cancelli nomi che appartengono a gruppi con stabilimenti in mezzo mondo. La Pilkington, che fa capo alla giapponese NSG Group, produce già i lunotti per Stellantis e con la commessa assegnata a settembre realizzerà anche i parabrezza del nuovo Ducato assemblato ad Atessa; poco distante lavora la Denso, altro nome giapponese della componentistica per auto. Il territorio è abituato a convivere con multinazionali che tengono insieme marchi e attività diverse sotto un unico tetto. Ce ne siamo ricordati sfogliando i listini dei pneumatici, dove accade qualcosa di molto simile e dove sapere chi produce cosa aiuta, più di tante tabelle, a orientarsi tra marche di pneumatici e fasce di prezzo.

Quando un nome era una fabbrica

Per buona parte del Novecento il nome stampato sulla gomma indicava con precisione chi l'aveva fatta. Pirelli nasce a Milano nel 1872, Continental ad Hannover l'anno prima, Michelin a Clermont-Ferrand nel 1889, Goodyear ad Akron, nell'Ohio, nel 1898. In Giappone Bridgestone arriva nel 1931. Ognuna di queste case aveva fabbriche, tecnici e una reputazione costruita spesso sulle corse e sulle forniture di primo equipaggiamento alle case automobilistiche. Chi negli anni Settanta portava l'auto dal gommista, lungo la Statale 16 o nei paesi della vallata del Trigno, sceglieva in sostanza tra una manciata di nomi, e il prezzo seguiva il nome con poche eccezioni.

Accanto ai grandi esistevano marchi nazionali, spesso legati a un solo paese, con una clientela fedele e una distribuzione limitata. È questo assetto che ha preso a cambiare tra la fine degli anni Settanta e l'inizio dei Novanta, quando i produttori maggiori hanno cominciato a comprare. Nel 1979 Continental rileva Uniroyal Europe, l'ex Englebert, e da allora in Europa il marchio Uniroyal appartiene alla casa di Hannover. Nel 1981 Michelin acquisisce Kleber, nata in Francia nel 1910 come filiale della statunitense BFGoodrich; nel 1990 entra nel gruppo francese anche BFGoodrich. Nel 1988 Bridgestone compra Firestone, uno dei nomi storici dell'automobilismo americano.

Prima, seconda e terza marca

Il risultato, che abbiamo ricostruito mettendo in fila le proprietà dei marchi più diffusi, è un mercato in cui lo stesso gruppo presidia più fasce con nomi diversi. Le case storiche riservano il marchio principale alla fascia alta e affidano a seconde marche quella intermedia, che può attingere alle competenze tecniche della casa madre: Kleber e BFGoodrich per Michelin, Uniroyal e Semperit per Continental, Firestone per Bridgestone, Fulda per Goodyear. Più in basso si collocano terze marche nate in gran parte da acquisizioni nell'Europa centrale e orientale. Michelin ha rilevato la polacca Kormoran e la serba Tigar, Continental controlla la ceca Barum e la slovacca Matador, Goodyear la polacca Debica e la slovena Sava.

Per chi acquista la conseguenza è concreta. Un pneumatico di fascia media può nascere nello stesso gruppo di un premium, e la differenza di listino riflette spesso una diversa posizione commerciale più che un'origine sconosciuta. L'appartenenza a una grande casa, però, non rende identici i prodotti: ogni marchio ha mescole, disegni del battistrada e obiettivi propri, e va giudicato sulle prestazioni dichiarate e sulle prove, non sulla parentela.

L'arrivo da Oriente

Il secondo grande cambiamento è venuto da est. Hankook, fondata in Corea nel 1941 come Chosun Tire e ribattezzata con il nome attuale nel 1968, ha costruito nel tempo una presenza europea con impianti produttivi in Ungheria e un centro tecnico ad Hannover, e molti rivenditori la collocano oggi nella fascia intermedia. Dopo i coreani sono arrivati i produttori cinesi, con decine di marchi che occupano buona parte della fascia economica e che, a chi li incontra per la prima volta, non dicono nulla su chi li fabbrica. Per il gommista di paese, che per anni aveva lavorato con pochi fornitori, l'allargamento dell'offerta ha voluto dire listini molto più lunghi e clienti che si presentano con un nome letto altrove, chiedendo un parere su marchi che fino a pochi anni prima nessuno trattava.

Orientarsi oggi

Davanti a questa mappa abbiamo provato a capire quali strumenti abbia oggi chi deve scegliere. Ne abbiamo individuati tre, che funzionano meglio insieme che da soli. Il primo è la conoscenza dei gruppi: sapere che un nome di fascia media appartiene a una casa storica aiuta a leggerne il prezzo. Il secondo è l'etichetta europea, che misura con le stesse classi resistenza al rotolamento, aderenza sul bagnato e rumorosità, a prescindere dal marchio. Le voci vanno lette insieme, perché uno stesso modello può ottenere la classe migliore sul bagnato e una più modesta sui consumi, e va stabilito in anticipo quale delle due pesa di più. Il terzo è la classificazione dei rivenditori, che traducono la gerarchia dei produttori in fasce leggibili.

Tra i rivenditori online il catalogo gomme auto di Euroimport raccoglie le marche in tre gruppi, Premium, Quality ed Economy: nel primo compaiono Michelin, Pirelli, Continental, Bridgestone e Goodyear, nel secondo molte delle seconde marche citate, da Kleber a Uniroyal, da Firestone a Fulda, accanto a Hankook. Affiancata all'etichetta, una suddivisione di questo tipo permette di mettere a confronto un premium e un'alternativa di fascia intermedia a parità di dimensioni e di vedere dove la differenza di prezzo corrisponde a una differenza di prestazioni dichiarate. Per chi si chiede se puntare su gomme premium o economiche, è una base più solida della sola notorietà del nome.

Anche l'etichetta, intanto, ha cambiato forma. Introdotta dal regolamento europeo 1222 del 2009 e in vigore dal novembre 2012, è stata sostituita dal regolamento 2020/740, che dal 1° maggio 2021 si applica ai pneumatici immessi sul mercato: le classi sono scese a cinque, dalla A alla E, va mostrata anche nelle vendite a distanza ed è comparso un codice QR che rimanda alla banca dati europea EPREL, dove ogni modello ha una propria pagina consultabile da chiunque, qualunque sia il gruppo che l'ha prodotto.

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