Partecipa a SanSalvo.net

Sei già registrato? Accedi

Password dimenticata? Recuperala

MOTIVAZIONI DELLO SCIOPERO DI VENERDì E ANALISI DELLA SITUAZIONE OCCUPAZIONALE NEL VASTESE: A RISCHIO 600-700 POSTI

Quadro per niente confortante dipinto dalla Fiom-Cgil

Condividi su:
Dipinge un quadro per niente confortante nella provincia di Chieti ed anche nell'area del Vastese Mario Codagnone, segretario territoriale della Fiom-Cgil nell'illustrare ragioni e motivazioni dello sciopero generale di otto ore di venerdì 25 giugno, con manifestazione regionale programmata a L'Aquila. "La crisi - dice Codagnone - ha fatto perdere posti di lavoro e reddito alle persone. Nel Vastese la situazione è preoccupante. Seppure la Denso e la Pilkington vivono una fase di stabilità produttiva, per le altre aziende nei prossimi mesi, quando si esaurirà la cassa integrazione straordinaria, ci troveremo a gestire situazioni di difficoltà occupazionale alla Robotec, alla Girsud, alla Valsinello, alla Teknolamiere, alla Cbi di Gissi, alla Pamec, alla Secoflex, alla Sider Vasto, alla Istonio di Vasto; alla Cima Cosmos, alla Cid e alla Ilmet di San Salvo. Servono iniziative concrete del governo e delle istituzioni ai vari livelli. La ripresa è lentissima e sono a rischio 600-700 posti di lavoro. Serve produrre accordi con le aziende per il pieno utilizzo degli ammortizzatori sociali e dei contratti di solidarietà. Le persone hanno diritto ad un reddito e ad un lavoro dignitoso". Poi una sottolineatura dell'ultima vicenda nazionale riguardante la Fiat. "Dobbiamo guardare ai grandi paesi industriali europei che fanno buoni prodotti e pagano meglio i lavoratori, non a quelli in via di sviluppo, mentre la 'grande Fiat', dopo aver utilizzato miliardi pubblici per i suoi investimenti, impone un accordo capestro per produrre la nuova Panda a Pomigliano. L’accordo che la Fiom non ha sottoscritto porta indietro di 50 anni le condizioni e i diritti del lavoro. Cambiano i turni, le pause, l’organizzazione del lavoro, con un aggravio pesantissimo per la salute delle lavoratrici e dei lavoratori. Ma, oltre a questo, per la prima volta in Italia si scrive che per le lavoratrici e i lavoratori di Pomigliano non varrà più il Contratto nazionale sugli orari di lavoro, sul trattamento di malattia, sulle qualifiche. Per le lavoratrici e i lavoratori di Pomigliano non ci saranno più Non possiamo assistere passivamente a tutto questo. Lo sciopero e la mobilitazione, che è un costo e un sacrificio dei lavoratori e dei cittadini, possono aiutare a cambiare la manovra economica, a rilanciare le basi per lo sviluppo, difendere i diritti del lavoro e fare giustizia". Quindi le possibili soluzioni: avviare la riforma fiscale, facendo pagare di meno lavoratori e pensionati; tassare rendite e grandi patrimoni come fanno i grandi paesi europei; definire una nuova e vera politica industriale che possa produrre uno sviluppo serio ed innovativo, lavoro per i giovani e le donne e un vero piano per il lavoro; investire nella ricerca, nella scuola e nell’università; modificare il patto di stabilità per i comuni virtuosi, per avviare i cantieri, in particolare quelli sulle piccole opere. Per la manifestazione di venerdì mattina a L'Aquila pullman in partenza dal Vastese alle ore 6.30 a San Salvo (piazza Aldo Moro), alle 6.45 a Vasto (terminal bus via Conti, alle 7 a Vasto Nord (area ex Total).
Condividi su:

Seguici su Facebook