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«Quando l’aspirante ero io»

La nota di Orazio Di Stefano sul 'caso nuovo polo scolastico'

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Quando nell’oramai lontano 2003 Vincenzo Larcinese disse a Mario Flacco che volevo scrivere su Abruzzo Oggi e quest’ultimo lo disse al direttore Pino Cavuoti, io ero un aspirante giornalista, che (forse per distinguersi, visto che anche allora la stampa locale era totalmente filo governativa) cominciò a scrivere contro la prima amministrazione Marchese. Capitava che sulle due pagine 'vastesi' del giornale (la cui redazione stava a Lanciano), curate da Miriam Giangiacomo, nella prima si trovava il comunicato stampa del Comune (scritto da Nicola Del Prete, che Peppino Forte ricopiava pari pari) e nell’altra ci stava l’articolo mio, che raccontava il contrario, dando voce all’allora opposizione, che voce non aveva in nessun altro giornale.

Quando dissi a Pino: «Ma qual è la nostra linea editoriale?», lui mi rispose (da galantuomo che era ed è): «la nostra linea dà voce a tutti, sia a Peppino (Forte) che a te». La cosa mi convinse al punto che, più tardi, sul mio sito avrei fatto lo stesso, ospitando integralmente sia i comunicati pro Marchese (scritti dall’ufficio stampa comunale diretto Michela Ciavatta) e sia i miei, ovviamente critici.

Mai, però, Pds, Margherita e Psi si permisero di scrivere un comunicato stampa, per definirmi aspirante giornalista (anche se tale ero, perché per iscrivermi avrei dovuto aspettare due anni canonici). Né mai la sinistra pretese le mie scuse. E se, al tempo, Marchese avesse concepito un comunicato del genere avrebbe avuto l’effetto opposto: mi sarei incarognito ulteriormente.
Quindi, il comunicato di ieri, firmato Fi, Città Nuova e Lista Popolare, è un errore politico doppio: tende a limitare la libertà di stampa, critica ed espressione costituzionalmente garantiti e offende la collega, Antonella Schiavarelli, cui invio la più viva testimonianza di solidarietà personale e di colleganza. L’effetto sarà che Antonella continuerà a scrivere e battersi per le sue idee, che uno può anche non condividere, ma che lei ha tutto il diritto di esprimere. Così funziona la democrazia.

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Nel merito della questione (il nuovo polo scolastico), che senza l’articolo della Schiavarelli, io stesso non avrei commentato, perché non l’avrei saputo, vanno tre dette tre cose:
1) bene ha fatto la collega a parlarne, perché riguarda la sorte del centro cittadino e, dunque, non è una questione da gestire in modo frettoloso e discreto, ma aperto e democratico;

2) Stefano Cupello (mascherato ?) su Facebook ha scritto che le informazioni così dettagliate le avrei avute dal marito della Schiavarelli, noto architetto, già amministratore comunale e provinciale e mio grande amico da sempre. Non è così, ma vogliamo proprio dirla tutta? Se un architetto dell’opposizione precedente mi avesse dato delle informazioni su errate procedure amministrative, forse avremmo impedito la realizzazione di qualche ecomostro;

3) l’incipit del primo articolo su sansalvo.net (che tanto ha fatto adirare la maggioranza) recitava: «Il centro storico si appresta a perdere due simboli scolastici: la scuola Primaria di via De Vito e la materna di via Firenze che hanno visto intere generazioni di sansalvesi correre nei loro corridoi. Stando ai documenti sembra proprio di sì».
Su questo la collega ha sbagliato: sembra proprio di no, stando ai documenti, come nel Chi c’è, c’è di ieri è chiaramente emerso. Metri cubi esagerati, numeri di delibere citate mancanti, aree individuate non adibite ad attività scolastiche e consegne del progetto troppo ravvicinate molto probabilmente ci faranno perdere il finanziamento. E se succederà, purtroppo, non sarà colpa né dalla stampa e né dell’opposizione.
Forse sarà dipeso dall’assenza del sindaco, alla cui perizia certi dettagli non sarebbero sfuggiti, come non sono sfuggiti a chi ha un minimo di esperienza amministrativa. Ma purtroppo il sindaco quella sera in giunta non c’era e la scadenza del bando era imminente. Forse questo è stato il problema???

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