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Il centrodestra: «Come sono noiose le "mariottate"»

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Non vorremmo prestarci a rispondere a comunicati stampa che utilizzano un linguaggio non consono alla nostra cultura e a quella della maggior parte dei cittadini di San Salvo. Non abbiamo mai voluto oltrepassare il limite del confronto politico servendoci di espressioni offensive e provocatorie, perché siamo convinti che, più che parlare, bisogna lavorare e impegnarsi seriamente per il bene comune.

E non vorremmo rispondere nemmeno questa volta a un ex illustre personaggio di San Salvo che non riesce a rassegnarsi. Il consigliere comunale Arnaldo Mariotti, nel solco della migliore tradizione di figlio della Cortina di ferro, non fa altro che impegnarsi nell’azione di propaganda contro l’amministrazione comunale di centrodestra, ma senza argomenti credibili. Perde tempo con discorsi triti e ritriti, come un disco al vinile incantato, per denigrare e fare disinformazione, non avendo contezza che il muro di Berlino non c’è più dal lontano 1989. Minaccia reati, adombra complotti e tutto quello che dice viene puntualmente smentito dai fatti.

A Mariotti diciamo: metti l’anima in pace. Ma soprattutto informati, non limitandoti solo a interpretare a modo tuo le leggi nella convinzione che tutto il resto sia illegale. Ma se proprio vuoi scrivere cerca di dire la verità quella vera e non semplicemente costruita, come ti hanno insegnato alle Frattocchie.
L’amministrazione comunale e la maggioranza di questa città lavorano per modernizzare e garantire un futuro e certezze a San Salvo. Attività amministrativa che ha permesso di raccogliere finanziamenti regionali per svariati milioni di euro e di dialogare con gli enti territoriali per fare squadra. Comune di San Salvo in grado di avviare lavori pubblici finalizzati a un’azione di sviluppo, per rendere la nostra città bella e accogliente, ma soprattutto funzionale.
Mariotti invita all’unità a sinistra. Intanto ci risulta che non è riuscito ad eleggere nessuno dei suoi nemmeno nel rinnovo degli organi di rappresentanza territoriale del suo partito. È rimasto solo, insomma un separato in casa, che non si rassegna alla “solitudine dei numeri ultimi”.

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