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Bocciatura da parte del Tar, il Pd: «Chi paga ora le spese?»

| di Gruppo consiliare Pd
| Categoria: Comunicati Stampa | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Il 12 marzo 2015, il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Abruzzo seziona staccata di Pescara ha bocciato il sindaco di San Salvo e la sua maggioranza (leggi).

Questi gli antefatti:
Il 9 luglio 2014 viene pubblicato presso la sede del Comune di San Salvo l’avviso pubblico per la locazione e concessione di terreni appartenenti al patrimonio e Demanio pubblico dello Stato da parte dell’Agenzia del demanio – Direzione regionale Abruzzo e Molise. Le offerte dovevano essere presentate entro le ore 12,00 del 28 luglio 2014.

L’amministrazione comunale di San Salvo non partecipa al bando, rinunciando di fatto all’acquisizione in concessione di terreni del Demanio marittimo di rilevanza strategica per l’interesse pubblico e lo sviluppo turistico della marina. I vincitori del bando sono stati individuati con verbale del 29 luglio a seguito delle aperture delle buste delle offerte.

Il 13 agosto 2014, dopo che erano stati individuati i vincitori della gara, la giunta municipale con Delibera n. 169 chiede all’Agenzia del demanio di revocare in autotutela il bando. La direzione generale dell’Agenzia regionale Abruzzo e Molise non accoglie l’istanza di revoca con atto Protocollo n. 10328 del 3 settembre 2014.

Il 10 settembre 2014 la giunta municipale con delibera n.184 chiede ancora la revoca del bando e l’assegnazione dei lotti direttamente al Comune. Questo quando l’assegnazione ai legittimi vincitori del bando era già avvenuta il 29 luglio.

Il 12 settembre 2014 i consiglieri comunali del Partito Democratico presentano un'interpellanza al sindaco per conoscere le ragioni per cui il Comune di San Salvo non aveva partecipato al bando per l’assegnazione delle aree demaniali notoriamente di rilevanza strategica per lo sviluppo turistico di San Salvo. Il sindaco, rispose che era a conoscenza del bando, ma non aveva risposto con una offerta, perché, a suo avviso, le aree dovevano essere assegnate gratuitamente al Comune.

Il 17 settembre la giunta municipale con delibera n. 185 conferisce incarico all’avv. Giuseppe Ruta di Campobasso per intraprendere attività giudiziarie nei confronti dell’Agenzia del demanio;

Il 28 novembre 2014 in consiglio comunale si discute e si vota la mozione presentata dai consiglieri comunali del Partito Democratico che «impegnava il Sindaco e la giunta municipale a riconsiderare  l’azione legale che potrebbe danneggiare l’ente in quanto temeraria. Il sindaco, nella discussione, sostenne con il suo stile e dall’alto della sua cultura giuridica che «il ricorso al Tar  era stato presentato affinché venisse tutelato pienamente l’interesse pubblico non solo all’assegnazione delle aree, ma addirittura all’assegnazione delle aree a titolo gratuito».
Ed ancora sempre il sindaco nel suo intervento, come riportato nel verbale della delibera di Consiglio Comunale n. 45/ 2014, con sfoggio di competenza giuridica affermava, anche allo scopo di tranquillizzare i consiglieri della sua maggioranza, che «la lite è temeraria e su questo non ci si può giocare, non quando uno fa una causa e poi magari la perde, ma quando fa una causa che è completamente infondata». La maggioranza consigliare ovviamente, rassicurata dal sindaco, bocciò la mozione del Pd e la lite proseguì il suo corso.
Ora la sentenza del Tar fa giustizia e boccia sindaco e maggioranza consigliare dichiarando infondato il ricorso:

omissis
«Ritiene il Collegio che tale pretesa avanzata con il ricorso non sia fondata dato che la norma sopra indicata non è di certo applicabile al caso di specie.
Va, invero, ricordato che tale D.P.R. 13 settembre 2005, n. 296, nel disciplinare i criteri e le modalità di concessione in uso e in locazione dei beni immobili appartenenti allo Stato, dispone testualmente al primo comma dell’art. 2 come principio generale che “le concessioni e le locazioni dei beni immobili demaniali e patrimoniali dello Stato... conseguono all’esperimento di procedure ad evidenza pubblica mediante pubblico incanto».

omissis
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per l'Abruzzo sezione staccata di Pescara (Sezione Prima) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge.
Condanna il Comune di San Salvo al pagamento delle spese e degli onorari di giudizio che liquida nella complessiva somma di € 2.500 (duemilacinquecento) a favore dell’Agenzia del Demanio e di € 2.500 (duemilacinquecento) a favore della controinteressata Oceania s.r.l., oltre agli accessori di legge (spese generali, IVA e CAP).

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Pescara nella camera di consiglio del giorno 12 marzo 2015 con l'intervento dei magistrati:
Michele Eliantonio, Presidente, Estensore
Dino Nazzaro, Consigliere
Massimiliano Balloriani, Consigliere IL PRESIDENTE, ESTENSORE.

Allora, era o no «temeraria» la lite intrapresa dal sindaco e dalla giunta di San Salvo nei confronti dell'agenzia del demanio?

Adesso, le spese: 2.500 euro a favore dell’Agenzia del Demanio, 2.500 euro a favore della contro interessata Oceania s.r.l.  e la parcella dell’avvocato Ruta del Comune chi le paga?
Una cosa è certa, questa amministrazione alquanto traballante è incapace e pericolosa per la Città di San Salvo.

Gruppo consiliare Pd

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