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Monteferrante, uscire dall'ARAP perdita del patrimonio di tutti

La risposta di Monteferrante alla proposta di uscire dall'Arap di Spadano

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Ho letto, con attenzione, le riflessioni di Eugenio Spadano sulla localizzazione della sede dell’ARAP (leggi).

L’ARAP è l’Agenzia Regionale Delle Attività Produttive ed è costituita, in forza della LR n. 23 del 29 luglio 2011, attraverso la fusione dei consorzi industriali di Teramo, Vastese, Val di Sangro, Avezzano, L’Aquila e Sulmona.

Questa agenzia nata per riordinare le funzioni in materia di aree produttive ad oggi ha riordinato poco.

Si è smantellato un patrimonio di conoscenze e strutture in favore di una carrettata di confusione e di faremo.

Le imprese pagano i servizi sia all’Arap che ai Comuni senza benefici evidenti .

Alla costituzione dell’ARAP, il Vastese ha contribuito con 11 milioni di euro su un totale di 26 milioni. Il Consorzio della Val  di Sangro con 6 milioni di euro.

Attraverso il patrimonio e la liquidità del Vastese si stanno ripianando debiti di altri ambiti territoriali.

Il territorio  tra il Sangro ed il Trigno, la Mesopotamia industriale d’Abruzzo, produce gran parte del Pil regionale ed  è primo per le esportazioni.

E’ di tutta evidenza che a fronte di queste considerazioni , il minimo che ci si sarebbe aspettati era che la sede regionale, di detta agenzia, fosse individuata nel vastese.

Esistono a tale merito impegni anche del Consiglio Comunale di San Salvo, da Spadano presieduto.

Si chiede Spadano, se sia così importante avere la sede dell’ARAP o se non sia più conveniente uscire dall’agenzia.

Certamente non è di vitale importanza avere,in loco, la sede, anche se sarebbe  strategica e vantaggiosa  ma non è una domanda da porsi adesso. Oggi a cose fatte rinunciare anche a rivendicare la sede aggiungerebbe  danno al danno. Perdere definitivamente  la sede dell’ARAP , già allocata in via “provvisoria” presso la Regione Abruzzo a Pescara, , sarebbe una  beffa.

Non si aggiunga danno al danno.

Una gestione diretta delle aree industriali da affidare ai comuni ed alle imprese sarebbe stata la scelta più opportuna ma, senza una auspicabile revisione della legge , cosa significherebbe oggi uscire dall’ARAP?

Considerato  che “il recesso non attribuisce ai soci il diritto al rimborso degli apporti”, uscire oggi significherebbe perdere, oltre ad ogni possibilità di indirizzo, presso l’agenzia regionale, anche l’intero patrimonio già apportato.

Non facciamo che dopo aver verificato l’assenza sospetta dei buoi, ci facciamo espropriare, definitivamente, anche la stalla.

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