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Un regolamento delle entrate tributarie “non a tutela del contribuente”

Un regolamento approvato solo per rimpinguare nel più breve tempo possibile le casse comunali

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In un momento storico come quello che stiamo vivendo ed attraversando, in un momento storico di gravi difficoltà economiche per molti -e non solo per le persone fisiche ma anche per i piccoli e medi imprenditori- è stato approvato nel consiglio comunale dell’11 dicembre scorso il regolamento delle entrate tributarie che può definirsi chiaramente a gran voce “non a tutela del contribuente”.

A scanso di equivoci e facili strumentalizzazioni, affermiamo subito che il Partito Democratico è per il pagamento delle tasse da parte di tutti, al fine dell’erogazione dei servizi volti al benessere dei cittadini e al decoro della città.

Tuttavia, riteniamo che il regolamento approvato dalla maggioranza non tiene conto delle difficoltà economiche in cui versano molti contribuenti e soprattutto quelli che non riescono ad arrivare alla fine del mese oppure  quelli che non riescono a pagare gli stipendi ai propri dipendenti, ma che vorrebbero -da onesti cittadini- pagare le tasse, che loro malgrado, purtroppo, non riescono a pagare.

Con questo regolamento bisognava invece tener conto di queste situazioni, ma l'attuale maggioranza ha preferito tirare dritto ,non curandosi delle difficoltà  in cui versano i contribuenti.

Ristrette sono infatti le dilazioni di pagamento. Si parla di rate che oscillano da 3 a 30 rate per quei contribuenti il cui debito è elevato.

E’ richiesta poi una polizza fideiussoria da allegare alla domanda di dilazione dei pagamenti. Ci chiediamo quale Banca, quale Ente conceda una polizza fideiussoria ad un contribuente che è già di per sé moroso ed in difficoltà finanziaria.

Non presente inoltre il principio della compensazione.  In termini spicci e per far comprendere meglio tale principio, chi ha un credito verso l’Ente perché per erronei calcoli ha pagato di più una determinata tassa, non può compensarlo con il debito che invece ha nei confronti dell’Ente stesso per una diversa tassa. Se l’amministrazione fosse così vicina ai contribuenti come dice di essere, avrebbe dovuto applicare ed approvare tale principio. Cosa che invece non è stata fatto.  

Infine. Se il contribuente non paga la seconda rata della dilazione, tutta la rateizzazione decade ed il contribuente si vedrà costretto a pagare in toto quanto deve all’Ente.

Se quanto approvato dalla maggioranza è a favore dei contribuenti che versano in difficoltose condizioni economiche, vuol dire che siamo di fronte ad un’amministrazione che non sa quanto difficile è per molti -al giorno d’oggi- assicurare quelle necessità minime alle proprie famiglie.

Ribadendo che per il Pd il pagamento delle tasse è necessario e doveroso al fine di assicurare l’erogazione dei servizi alla Città, riteniamo però che il regolamento approvato dalla maggioranza possa portare ad un’evasione fiscale da parte di coloro che a fine mese non ci arrivano. Di famiglie in tali condizioni purtroppo ed amaramente ce ne sono.

Riteniamo invece che l’approvazione di tale restrittivo e selettivo regolamento da parte dell’amministrazione sia stato posto in essere al solo fine di rimpinguare nel breve tempo possibile le casse dell’Ente…….. E Non si sa per quale motivo…

Infine e concludiamo. Se l’aumento delle tasse vuol dire maggiori e migliori servizi, ci auguriamo che l’aumento dei buoni pasti effettuati dall’amministrazione e che scatteranno dal 1° di Gennaio prossimo, portino ad una maggiore qualità dei pasti erogati. Tra vermicelli prima e lische di pesce poi, crediamo che la qualità non sia stata proprio delle migliori.

Certi, ma speriamo di sbagliarci per il bene dei nostri bambini, che la qualità dei pasti non migliorerà perché l’introito derivante dall’aumento dei buoni pasti servirà per ben altro.

All’amministrazione comunale rivolgiamo pertanto l’appello di mettersi una mano sulla coscienza e di aiutare realmente e fattivamente coloro –che siano persone fisiche o soggetti giuridici- che versano in condizioni economiche disagiate.

 

 

 

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