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Abruzzo Vivo esprime tutte le sue perplessità sulla gestione del Civeta!

| di Abruzzo vivo  
| Categoria: Comunicati Stampa | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Nel pomeriggio del 18 gennaio 2018, presso la sede della Società Operaia del Mutuo Soccorso di Vasto, si è tenuta una conferenza stampa di Abruzzo vivo, a cui hanno partecipato: Gabriele Marchese, Angelo Bucciarelli, Camillo D’ Amico, Cinzia Gabriele, Domencio Giuliante e Giuseppe Gattafoni per comunicare importanti cambiamenti avvenuti, sotto silenzio, nel Ci.ve.ta. e soprattutto per porre alla Istituzioni competenti alcuni dovuti interrogativi.

Il Ci.ve.ta. (nato nel lontano 1988 per volontà di otto Comuni e due Comunità montane del vastese) nel 2015 è stato commissariato dalla Regione Abruzzo. A distanza di circa tre anni è ancora sotto commissariamento. Perché? Alcuni Comuni hanno impugnato dinnanzi al Tar la delibera di commissariamento, ma non pare essere stata concessa la sospensiva (semmai richiesta) e né si hanno notizie sull’iter giudiziario del ricorso.

Tutti ricorderanno che nel passato, talune forze, soprattutto estranee agli interessi di quest’area, avevano cercato, senza riuscirci, di privatizzare il Consorzio. Aspirazioni mai andate in porto, per la strenua difesa dei partiti politici e delle Amministrazioni del vastese. Oggi però l’espropriazione della funzione pubblica di questo Ente è stata messa in atto non attraverso la vendita, ma con ben altre procedure, che ci fanno sorgere dubbi legittimi. Non si comprende, peraltro, perché l’ Agir (l’agenzia preposta alla gestione e creata con apposita legge regionale nel 2013) non ancora sia stata resa operante ed operativa. Forse perché per gestire dall’alto e monocraticamente questo Ente è più  facile farlo con un commissario e senza attivare i poteri dell’ Agir, con cui i Comuni della zona avrebbero quanto meno possibilità di controllo. Ma non è tutto.

La Regione Abruzzo (che, attraverso un suo funzionario, gestisce il Ci.ve.ta) ha anche autorizzato nel 2015 l’esercizio della terza discarica, affidandola alla Cupello ambiente (l’ Ati, che gestisce e controlla tale impianto da luglio del 2016). Prima il commissariamento e poi l’affidamento della terza vasca, con il bando di costituzione dell’ Associazione. Che fretta c’era ? Perché non si è fatto il contrario ? Non erano forse in grado i due organismi democratici (il Consiglio d’amministrazione e l’assemblea dei sindaci) di gestire la procedura di affidamento ?

E se fossero stati gli organismi democratici a gestire “il trapasso” la titolarità sarebbe ricaduta in capo a tale Rocco Bonassisa, imprenditore di immondizia proveniente dal foggiano noto alle cronache per la scatola di cioccolatini, con dentro oltre 20.00 euro, destinata al sindaco di Cerignola ?

E se fossero stati gli organismi democratici a gestire “il trapasso” il rapporto (65% rifiuti del territorio e 35% dall’esterno) stabilito dalla convezione gestita dalla Regione (col suo commissario) avrebbe potuto essere diverso ?

E se fossero stati gli organismi democratici a gestire “il trapasso” le tariffe nel rapporto di 47 su 100 (Comuni consorziati /comuni esterni) avrebbero potuto essere diversi ?

Ma oramai cosa fatta, capo ha…

Torniamo all’oggi: è noto che ogni giorno arrivano al Ci.ve.ta.  camion e camion di immondizia dalle Puglie e dalla Campania.

Chi controlla che sia esattamente rispettato il suddetto parametro del 35%?

Chi controlla che i rifiuti siano quelli per i quali è stata rilasciata l’ autorizzazione?

Poiché è noto che gli affari alla Cupello ambiente vanno bene, visto che la stessa ha richiesto l’autorizzazione per una quarta ulteriore vasca, bloccata dal commissario per vizi procedurali, su questo i partiti ed i Comuni del territorio non hanno nulla da dire? E, soprattutto quelli di opposizione (regionale) che peraltro sono maggioranza nella maggioranza dei Comuni non hanno notato che sul libro matricola della Cupello Ambiente vi sono persone legate a rapporti di parentela con noti esponenti dei partiti di governo (regionale, ma non locale).

Perché si tace sul clientelismo ? Perché la politica del vastese ha consentito questo esproprio non certo proletario?

                                                                                                                                               

 

 

Abruzzo vivo  

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