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Le canzoni nascono da sole: conferenza del musicista Auro Zelli

Il musicista sansalvese ci ha condotto nel meraviglioso universo della musica

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Nel pomeriggio di ieri, 7 dicembre, il musicista sansalvese Auro Zelli ha tenuto un convegno dal titolo 'Le canzoni nascono da sole' presso l’agenzia Crea Eventi di via Roma; mediatore della serata Emanuele Di Nardo, fondatore della stessa agenzia.
In una sala gremita di partecipanti, Auro Zelli, ha cominciato la chiacchierata, come lui stesso l’ha definita, cercando di scovare la definizione di musica e poesia osservando quanto labile sia il confine tra le due forme d’arte. Non a caso ha affermato che la canzone è la poesia della musica al pari della poesia come anima della letteratura. Partendo da questo preciso presupposto il musicista ha percorso, inserendo intermezzi musicali interpretati dal vivo, le caratteristiche principali della musica. Ha preso le mosse dalle parole, passando per gli strumenti e la melodia, tornando poi ai versi che vengono vestiti, come un guanto, dalle note e, da questo momento, i due aspetti divengono parti di un solo essere.

Il vero fulcro dell’incontro è stato rappresentato dalle figure dei cantautori italiani che sono stati in grado di raccontare storie straordinarie in modo comprensibile al pubblico, rappresentando con parole e musica, i sentimenti più forti, dell’animo umano. Partendo da Modugno, passando per De Andrè e De Gregori fino ad arrivare alla coppia Mogol-Battisti, il pubblico ha assaporato un breve assaggio delle capacità di questi straordinari personaggi; tuttavia quello di cui ci si è resi conto è che la canzone si veste del valore che le spetta solo con il passare del tempo. Non si tratta di un processo immediato ma di un lento valorizzarsi che avviene solo attraverso la collaborazione di chiunque ascolti il pezzo giacché, una volta reso noto, diventa di tutti.

Ci si è poi avviati verso la conclusione della conferenza e quello che con certezza ha potuto affermare Auro Zelli, citando Vasco Rossi, è che le canzoni nascono da sole. Non esiste dunque un processo preciso che porti alla formazione di un qualcosa che sarà ricordato nel tempo ma in certo senso esiste solo la casualità. Al giorno d’oggi, continua Auro, è cambiato il rapporto che si ha con l’ascolto della musica. Internet ha fatto sparire, d’un colpo, tutte le emozioni che erano legate all’acquisto di un vinile e il procedimento, quasi sacro, dell’apertura della confezione, l’odore che ne fuoriusciva e la consistenza materiale del disco. A questo proposito molte delle meraviglie presenti in rete non fanno che perdersi e quel che è peggio è che non possono essere dimenticate giacché quasi non esistono per il pubblico. Quello che si compra non è esclusivamente un disco ma, al contrario, si portano a casa ore di fallimenti e sacrifici dell’artista che ha perso notti insonni e svariati giorni per arrivare a quel risultato. La manifestazione si è poi conclusa con l’ascolto di un pezzo dal titolo “Solo a te”, scritto da Auro Zelli e interpretato da Luca Velletri.
Anche se Auro si definisce uno scribacchino di malefatte musicali quello che ha lasciato nel pubblico è stata un’emozione tanto tangibile quanto indelebile.

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