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'San Salvo e le sue aziende', un bilancio sulla 'rivoluzione industriale sansalvese'

«Cosa sarebbe stata la regione senza queste storie?»

redazione
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«San Salvo e le sue aziende è il primo tentativo di fare un bilancio sui primi 50 anni di industrializzazione e sui cambiamenti sociali e culturali avvenuti in città». Così, ieri, Nicola D’Adamo ha introdotto la sua ultima fatica edita da Terra e Cuore (gruppo www.Cittanet.it ).

Porta della Terra gremita per la presentazione del volume che ripercorre la storia industriale sansalvese: presenti in sala tanti di quegli uomini citati nel sottotitolo – 50 anni di storia di uomini e imprese – che hanno contribuito alla trasformazione da borgo rurale a città.

IDEA NATA A NEW YORK – Il moderatore Orazio Di Stefano ha aperto la tavola rotonda. Sua l’idea, insieme ad Antonio Cilli (editore), di realizzare un’opera simile. A New York i due hanno partecipato una cena di premiazione degli imprenditori italoamericani distintisi durante l’anno. A organizzarla un giornale locale, l’Italian Tribune.
A San Salvo le eccellenze non mancano, ma «capita – ha detto Cilli – di non conoscere ciò che fanno le aziende locali. È questo il punto di partenza del libro».

DUE MOTORI TRAINANTI MA NON SOLO – La storia sansalvese recente non può che essere legata a doppio filo a due aziende: Siv e Magneti Marelli le cui produzioni sono partite rispettivamente nel 1966 e 1972.
La prima parte del volume ripercorre le principali tappe con una suddivisione in capitoli che comprendono un arco temporale di 10 anni. Si parte dagli anni Cinquanta con la scoperta del metano nel pozzo San Salvo 1 per arrivare ai giorni nostri.
Nella seconda parte hanno trovato ampio spazio gallerie fotografiche, documenti e – soprattutto – le storie delle aziende che oggi costituiscono il tessuto economico sansalvese. «Abbiamo deciso – ha spiegato l’autore – di far raccontare ai protagonisti le proprie storie».

COSA SAREBBE STATO L’ABRUZZO? – Il libro si conclude con un invito alla riflessione: «Cosa sarebbe stata San Salvo senza le sue industrie?». Graziano Marcovecchio, ad Pilkington, espande il concetto: «Cosa sarebbe stata – indicando il volume – la regione senza queste storie? Nelle valli del Trigno e del Sangro si produce il 70% del Pil dell’Abruzzo. Le grandi cose le fanno i grandi uomini, in questo caso Mattei e Mattioli».
Poi i numeri che danno la dimensione dell’importanza delle due fabbriche trainanti: «Pilkington e Denso elargiscono 20 milioni di euro di stipendi. Grazie a 7/8mila pensioni, inoltre, i giovani che non hanno ancora trovato un lavoro stanno bene».

COMPETENZA PER SUPERARE I MOMENTI BUI – Il vicepresidente Denso Mario D’Urbano ha ricordato i «tempi bui» della Magneti Marelli quando si aggirava lo spettro della chiusura dello stabilimento: «La competenza dei lavoratori ci ha salvato, i giapponesi non ne hanno trovato di simile in altre parti d’Europa».
Non semplice anche il passaggio alla nuova proprietà: «Sono stati anni duri di incomprensioni con i giapponesi. Poi ci siamo incontrati a metà strada. La Marelli ci ha dato tantissimo, la Denso ci ha cambiato la mentalità insegnandoci a lottare sul mercato globale e non nel nostro orticello».
Da quando la fabbrica aprì in quella che era ancora aperta campagna, le cose sono cambiate: non c’è più un unico cliente, la Fiat, ma «oggi abbiamo tra i clienti tutti i costruttori europei di auto. Negli ultimi anni abbiamo anche riportato indietro dalla Cina alcune lavorazioni, grazie alla nostra qualità».

LA STORIA DI STREVER – Ampio risalto all’interno del libro è stato dato alla storia di Gennaro Strever che dal nulla tirato su una s.p.a.
«La mia famiglia era povera – ha ricordato ieri – A San Salvo ricordo che d’estate era la normalità vedere bambini scalzi per strada. Emigrai in Svizzera a 15 anni, nel 1964. In un bar vidi il cartello "Vietato l'ingresso ai cani e agli italiani". Lasciai così la Svizzera. Avrei venduto tutto, tranne la mia dignità».
Tornato in Italia, Strever entra in Saipem e fa il giro del mondo costruendo condutture e impianti. Il suo spirito di iniziativa lo ha portato a mettersi in proprio e ad avventurarsi in nuovi settori fino a oggi. Il Gruppo Strever ha avuto un importante ruolo nella metanizzazione di Abruzzo e Molise e oggi – tra le altre attività – è impegnata nella ricostruzione post sisma dell’Aquila.
Il capostipite della società, nonostante i successi conseguiti, non ha dimenticato chi lo ha affiancato: «I traguardi ottenuti li devo ai miei collaboratori. Sono stato fortunato. Io avevo l’idea vincente, loro la realizzavano».

Ha espresso infine apprezzamento per l’opera l’assessore alla Cultura Giovanni Artese. Lo storico ha sottolineato: «Dietro le aziende ci sono le persone che sono le più importanti e questo libro lo sottolinea raccontando la nostra rivoluzione industriale. San Salvo ha vissuto fasi estreme di sviluppo e regresso. Oggi bisogna partire dall’industria e creare un’economia diversificata, altrimenti il futuro è incerto».

FOTO DI GIOMIX68

RIPRESE E MONTAGGIO DI MARCO SCIULLO

Il volume è disponibile presso la Cartolibreria dello stadio, l'Universal e la Nuova libreria al prezzo di 15 €

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