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Cold Storage - Capodanno (seconda parte)

I racconti del Conte

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(Qui la prima parte)

 Dopo tre giorni di non-messaggi da parte di TEC chiama Andrea.

   - Puoi uscire? Ti devo parlare.-

   - Tra dieci minuti devo andare alle poste. Dove ci vediamo?-

   - Devo parlarti ora, il posto già lo sai. Muoviti!-

   - Ok Andrè, arrivo.-

   Mentre guida RAG pensa “è successo qualcosa di grave”.

   Passa poco, porto, parcheggio. Andrea sta aspettando. Sembra un fantasma.

   - Un casino, un vero casino.- Andrea prende il tablet e lo mostra. Sito austriaco, edizione inglese, cronaca, arrestati due italiani ed una sudamericana. Dieci chili di cocaina al posto della ruota di scorta.

   - Mo scorri in basso. Guardati le foto...- continua Andrea

   - Cazzo... Ma questo è TEC?! E quest'altro è...aspè come si chiamava...già! Enrico, quello con l'adesivo di padrepio sulla golf!

   - Si. Tutti lo conosciamo con quel nome. In realtà si chiama Sandro Lecci, dice l'articolo, nato a Matera, n'elenco telefonico di precedenti. Ma questo si sapeva.-

   RAG è salificato. “Ho firmato al corriere col nome di una specie di Escobar-dei-Sassi”

   - Che hai RAG?-

   - Che bordello! Ma il capo che ci faceva con lui in Austria? E lei chi è?-

   - Come chi è? Non la riconosci? Continua a leggere.-

   - Patricia Doraino?! Patricia! Ma non era ripartita?-

   - Così pensavamo. Può darsi che l'abbiano portata con loro per verificare la nuova procedura di Enrico-Sandro. Io so solo che a Klagenfurt abbiamo un amico che è un asso coi documenti falsi... Ma di tutte ste faccende tu ne sai più di me! Possibile che non ti ha detto niente di dove andava e di cosa andava a fare?-

   - Assolutamente niente. È passato, ha detto che andava via, è andato via.-

   - Guarda che se sai qualcosa, qualsiasi cosa, a me puoi dirla. Anzi me la devi dire. Ricordi la riunione?-

   “E quando me la dimentico la riunione”, pensò RAG e disse:

   - Non so nulla André.-

   - OK, faccio finta di crederti. Ora sta partendo l'avvocato per l'Austria. Si sono sentiti per telefono. Se ho novità t'informo.-

   - Si Andrea, mi dispiace tantissimo per lui. Ma del resto non ne so e non ne voglio sapere nulla. Che c'entro io con questi giri?-

   Ora Andrea si fa serio.

   - C'entri più di quanto pensi.-

   Qualche minuto dopo, tornando al lavoro, il ragioniere non riesce a ragionare. Di sicuro i pacchetti nel freezer c'entrano  con tutta questa storia e di sicuro TEC non manderà sms. Di sicuro la patente col “tipo che t'assomiglia” era stata prodotta in Austria e di sicuro c'era un motivo per cui TEC aveva pensato proprio a quel nominativo per documento e firma falsi. Di sicuro doveva cambiare aria e sbarazzarsi di quella patente, di quei pacchetti e di tutta quella gentaglia.

   Ma la verità è che di sicuro non c'era niente!

   Anzi, di sicuro c'era solo una cosa: da quella frase di Andrea “c'entri più di quanto pensi” RAG sa di essere parte organica di una “associazione a delinquere finalizzata allo spaccio internazionale di sostanze stupefacenti”, direbbero i penalisti, ovvero “sotto diversi metri di merda” sta pensando RAG mentre parcheggia sul piazzale.

   Ma lui sa cosa fare, lo sa sempre, quasi sempre.

   Toglie i pacchetti dal freezer e li mette in una busta della spazzatura che poggia nell'auto sul sedile a destra. È chiaro che deve portarli via. Non sembra esserci posto migliore del congelatore nella casa al mare dei suoi parenti francesi, che torneranno in ferie in estate. Si. Del resto la finta patente e la chiavetta USB sono già lì, nel cassetto del tavolo.

   Riaccende la macchina, passa lo stop, prende la statale.

   In quello stesso istante arriva un SMS da Andrea:    “quando esci non fare la solita strada, c'è traffico”. Il tempo di capire che non doveva fare la statale e lo fermano i carabinieri.

   Giubbotti antiproiettile, mitra e cani.

   “Cazzo i pacchetti, sono fottuto!”

   - Buonasera. Mi fa vedere patente e libretto?- ed un altro si avvicina col cane verso il lato passeggero. Vede la busta e la indica.

   - Che c'è in quella busta?- aumentano i battiti.

   - Roba dal lavoro che sto portando a casa.- Frase tecnicamente esatta.

   - Può scendere dall'auto? Ha problemi se facciamo un controllo col cane?- Il cuore di RAG è un compressore fuori giri, la saliva è un ricordo.

   - Fate pure.- Scendendo dall'auto deglutisce aria e ripensa a tutto, anche all'impensabile.

   Ora il cane poliziotto ha il naso nella busta. Rag poggia la schiena ad un palo. Il naso del cane riemerge dalla plastica e non ha nessuna reazione.

   - Grazie per il suo tempo, può andare.-

   RAG alza la mano per salutare. Sa che le parole potrebbero scorticargli la gola. Risale e riparte.

   Dopo la prima curva, in una piazzola, accosta e sviene con le quattro frecce che lampeggiano.

   Passa un ora e si rianima. Raggiunge la casa dei parenti francesi, accende il frigo, molla i pacchetti e torna a casa.

   Il giorno seguente si dimette dalla Sparkle e cerca un lavoro qualsiasi. E lo trova. Barman. Passa qualche settimana ma l'estate ed i francesi sono ancora lontani. I pacchetti giacciono al freddo, nessun sms da TEC.

   Andrea, che continua ad estorcere notizie all'avvocato, lo tiene aggiornato sulle vicende del suo ex capo. Ad un certo punto pare che Patricia abbia iniziato a collaborare addossando tutta la colpa e la droga all'Escobar-dei-Sassi. La vendetta della ricciolotta è compiuta. Una ottima notizia.

   Un mese dopo, mentre è di spalle, sente rivolgersi una domanda:

   - Che tempo fa?- riconosce la voce e senza neanche girarsi:

   - Il tempo suo!- Una grande emozione colpisce entrambi.

   Dopo una serie di chiacchiere forzatamente vaghe per assenza di privacy decidono di aggiornarsi per la serata.

   - Passo a prenderti io alle 9 TEC.-

   - Ok. Ci chiameremo sempre così RAG?-

   - Perché no!?-

   Si vedono e RAG punta dritto verso la casa al mare.

   - Però devi stare zitto fino a quando non ti dico che puoi parlare. Almeno questo me lo devi TEC.- che annuisce.

   Apre la porta, entra in cucina ed apre il congelatore.

   TEC è incredulo.

   - Li hai ancora!?-

   - Si. Ora prenditi sti pacchetti e vai al diavolo. Non ne voglio sapere niente.-

   - Sei proprio uno tosto RAG. Avevo visto bene! Ma possibile che non sei un po curioso?-

   - No. Ma tanto lo so che me lo dirai.- e ridono fino a stare male.

   - D'accordo. Dammi quello più grande, con quella erre stampata-

   RAG gliela passa. TEC prende un coltello dalla tasca e la apre.

   - Questi sono tuoi- e gli passa cinquantamila euro in pezzi da venti.

   - Ora vado da Andrea e poi, con questi altri cinquemila, io e te festeggiamo capodanno.-

   - Ma oggi è il 10 Maggio!?-

   - Fidati di me, oggi è capodanno. Quel bastardo sta al gabbio in Austria, questi soldi sono quelli che ci aveva fregato Patricia, che è ancora viva solo perché ha fatto la cosa giusta. In pratica sono soldi che non esistono. L'altra scatola buttiamola per strada. Contiene passaporti falsi, non serviranno più.-

   - Ma, ora che ci penso, perché non andiamo insieme a prendere Andrea? Perché festeggiamo solo io e te?-

   - Perché Andrea sta per morire. Era in società con Patricia e mi ha fregato tanti soldi.-

   - È proprio necessario?-

   - Si.-

   - Ok. Ti aspetto qui, avverto mia moglie che non rientrerò. Del resto è capodanno!-

  

  

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