Partecipa a SanSalvo.net

Sei già registrato? Accedi

Password dimenticata? Recuperala

Il 2 giugno 1946 San Salvo scelse la Repubblica

La narrazione di quei giorni in cui San Salvo, votò come "l'alta Italia"

Condividi su:

Il 2 giugno 1946 nel Referendum Istituzionale su Monarchia o Repubblica, la maggioranza dell'elettorato sansalvese votò per la Repubblica. 

Racconta Sebastiano Napolitano che un pretore che si trovava in paese ebbe a dire in piazza: "San Salvo ha votato come un paese dell'Alta Italia".

I voti validi Furno 1.315 per la Repubblica e 671 per la monarchia. La successiva campagna elettorale per le amministrative del 1946 fu naturalmente molto sentita ed ebbe dei bei momenti di forte tensione.

Nelle elezioni amministrative del 10 novembre 1946, la sinistra, con una lista di coalizione, conquistò il Comune. Su 2.275 lettori e 1.952 votanti, alla lista social-comunista andarono 1.214 voti; alla lista democristiana 606 voti . L'insegnante Ugo Marzocchetti, venne eletto sindaco; Giovanni Vicoli, Sebastiano Napolitano, Carmine Chinni, Domenico Cervone, assessori effettivi; Domenico Cilli, Domenico Tascone, assessori supplenti.

Secondo testimonianze Marzocchetti, in qualità di primo cittadino si comportava molto bene. Benché eletto dalla sinistra, egli, d'accordo con il segretario del PCI Carlo Alberto Camicia volle essere il sindaco di tutti cittadini di San Salvo. Così ricorda quel periodo amministrativo Sebastiano Napolitano:

"Il Comune era in una vecchia casa affittata e con la segreteria che mancava anche di carta e penna per scrivere. Vi era un bravo segretario Alberto De Camillo che non faceva sprecare un foglio. Le buste buone che arrivavano con la corrispondenza le rivoltava e le riadoperava per la posta in partenza. Eppure siamo riusciti a costruire la prima fognatura e la prima pavimentazione a San Salvo".

Così racconta Giovanni Artese, nella "Storia di San Salvo", nelle pagine dedicate a quei giorni, in cui San Salvo come tutto il Paese, dimostrò la sua voglia di tornare a decidere, di tornare a scegliere, dopo il ventennio fascista. 

Il voto a favore della Repubblica infatti non era così scontato, l'Italia si divise in due: il nord, dove la Repubblica aveva vinto con il 66,2%, e il sud, dove la Monarchia aveva vinto con il 63,8%. La maggioranza dell'Abruzzo votò per la Monarchia (53,2%), San Salvo fu un'eccezione.

Fu il primo voto universale, in cui poterono votare anche le donne. Accadeva solo 70 anni fa.

 

Condividi su:

Seguici su Facebook