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Il bigliettaio dell'autobus (Lu fatturene)

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In un precedente post avevo ricordato come sul finire degli anni 1950, ed anche oltre, a San Salvo era presente un nutrito gruppo di studenti, prevalentemente delle scuole superiori, che frequentava regolarmente le scuole di Vasto. Al netto dei ragazzi che scelsero il convitto o la pensione, molti preferivano viaggiare quotidianamente con il servizio di Autobus che la società SAT di Vasto gestiva quasi esclusivamente per studenti e lavoratori. Il gruppo risultava misto, sia per l'indirizzo scolastico, che per il genere, con prevalenza di quello maschile; quest'ultimo aspetto contribuì non poco ad una buona emancipazione giovanile che portò man mano ad un approccio più aperto verso l'altro sesso, che allora era considerato quasi un sacrilegio. Ciò detto, indi, gli studenti si radunavano giornalmente nella piazza del Comune (P.zza Giovanni XXIII) per prendere il bus delle ore 7.45 che proveniva da Palmoli, od in alternativa l'altro delle ore 8.00 proveniente da Guglionesi, ove in itinere accoglievano qualche altro sparuto studente o passeggero di quei luoghi.

Comunque, il nucleo del gruppo, consistente di una cinquantina d'unità, era di San Salvo che scendeva nell'allora terminal di p.zza Marconi di Vasto, successivamente spostato in Via XXIV Maggio e precisamente nell'area laterale adiacente il Politeama Ruzzi. Il tragitto S.Salvo - Vasto, ripetuto per un intero anno scolastico era buona occasione di tessere relazioni ed amicizie che a volte si protraevano oltre. Capitava, altresì, di fare a bordo anche un po' di baldoria o compiere qualche scherzo secondo i crismi giovanili. A tal proposito, debbo ricordare, che la disciplina e sicurezza del Bus erano affidate ovviamente all'autista, ma soprattutto a "Lu Fatturene" che controllava la regolarità dei nostri abbonamenti mensili ed emetteva biglietti per altri che ne erano sprovvisti. Lungo il percorso capitava quasi sempre di avere un paio di fermate, una in località Colle Pizzuto (poi divenuto Villaggio SIV), l'altra in località Pozzitello, più avanti di un paio di Km verso Vasto, dove esiste un discreto rettilineo. Quest'ultima, era quasi sempre utilizzata da un contadino che aveva proprio in quel luogo la sua casa, circondata dalle sue terre, ove praticava anche un piccolo allevamento ovino che gli permetteva di approntare giornalmente un bidone standard di latte. Il contadino, quindi, usava quella fermata anche per il trasporto del latte od altro per poter praticare il suo piccolo mercato; l'operazione di carico e scarico veniva presieduta dal fattorino che segnalava all'autista, a mo' di "capostazione", la fermata e la ripartenza, tramite un fischietto od un cenno convenzionale. Nell'organizzazione della società di Autoservizi, capitava di far alternare nell'attività diversi autisti e fattorini, in modo particolare quest'ultimi. Tra i fattorini fece servizio per un certo periodo un signore particolarmente attrattivo, in quanto basso e tracagnotto, indisponente e antipatico, che noi chiamavamo "Rasoterra", il quale non poteva certo sfuggire al dileggio degli studenti più inclini.

E si presentò una volta l'occasione ghiotta da non lasciarsi sfuggire. Avvenne che appena terminata l'operazione di scarico del bidone e del suo proprietario, coordinato da terra, dallo stesso fattorino, uno di noi che con eloquenti cenni aveva inteso lo scherzo con altri, riprodusse il fischio che segnalava all'autista l'avvenuta operazione e che poteva ripartire. Proprio come venne ideato, tale scherzo si realizzò e noi vedevamo dai vetri il piccolo uomo inseguire l'autobus, da sembrare un grosso barattolo che rotolava, s'accavallava, rimbalzava e si rialzava. Avemmo, infine, pietà e segnalammo all'autista "l'errore".

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